Buonanno, dopo Kyenge anche Gad Lerner: “Non accetto lezioni da quell’ebreo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2014 15:15 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 15:15
Gad Lerner

Gad Lerner

ROMA – Il senatore della Lega, Gianluca Buonanno, proprio non ce la fa a tenere a freno la propria incontinenza verbale. Prima gli insulti alla ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge, poi l’affondo razzista al giornalista Gad Lerner, che proprio su quell’invettiva aveva osato spendere alcune parole di critica. “Non prendo lezioni da quell’ebreo”, ha detto l’onorevole intervistato dal quotidiano Libero. E giù in un’escalation di intolleranza che ha fatto prendere le distanze persino al capogruppo leghista alla Camera, Giancarlo Giorgetti.

Dopo aver ridotto la titolare dell’Integrazione a mero “oggetto d’arredamento di color ebano” e aver insinuato che il mandato le fosse stato assegnato solo per il colore della sua pelle, arrivando a parlare di “razzismo all’incontrario”, Buonanno ha dovuto raccogliere le critiche da più fronti. Ma c’è una nota di biasimo che più delle altre non è riuscito a tollerare, quella di Gad Lerner.

Sul suo blog il giornalista aveva additato gli attacchi razzisti della Lega al ministro Kyenge come un tentativo disperato e ipocrita per recuperare consensi. Invitando perciò lo stesso senatore a moderare i toni.

Ma Buonanno non arretra e anzi insiste;

“L’Italia ha il dovere di risolvere prima i problemi della sua gente. E poi guardi, non prendo certo lezioni da gente come Lerner…Quell’ebreo…”.

Di più:

“È un ebreo perché si vanta di essere ebreo, mi pare. Ci racconti Lerner, di quello che fanno ai palestinesi. Non mi pare si facciano tanti problemi con loro.

Può aggiungere che quel Lerner è anche un radical chic al soldo di De Benedetti? Guardi, quello è un tirchio pieno di quattrini che fa il comunista!”

Il giornalista risponde sempre dal suo blog mentre riceve le scuse del capogruppo alla Camera Giorgetti.

“Per il momento non ho aggettivi né commenti da aggiungere. Semmai attendo quelli del segretario leghista Salvini che ha sdoganato la campagna di diseducazione di massa in corso”.