Busta esplosiva alla Lega rivendicata dagli anarchici. Proiettile spedito a Berlusconi

Pubblicato il 27 Marzo 2010 19:54 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2010 19:55

È un gesto eclatante pre-elettorale, sotto forma di pacco-bomba firmato Fai (Federazione anarchica informale), quello arrivato, a Milano. Nella rivendicazione, minacce alla Lega e a uno dei suoi leader, il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Con un’appendice, forse disgiunta, ma ugualmente inquietante: una lettera anonima diretta a Silvio Berlusconi, intercettata ieri a Linate: all’interno, un proiettile e minacce al premier.

Due episodi allarmanti, che si aggiungono ad altri dei giorni scorsi contro partiti ed esponenti politici: «veri e propri atti di terrorismo politico», li ha definiti il ministro Maroni, da «stroncare senza alcuna esitazione per evitare il rischio di un ritorno agli anni di piombo». Parole che hanno incontrano la piena condivisione delle strutture dell’intelligence interna. Tra gli 007 è soprattutto la vicenda del pacco-bomba ad allarmare: un attentato «serio», viene fatto osservare, non tanto per le conseguenze che avrebbe potuto provocare, quanto per «l’attendibilità» del mittente, quella ‘Federazione anarchica informale? che già in diverse occasioni ha colpito. E un timore: che vi siano in circolazione altri pacchi esplosivi.

L’attendibilità del gesto, si fa notare, è confermata da due particolari: il modo in cui era confezionato il pacco scoppiato alle poste milanesi – un portafogli contenente l’esplosivo – identico a quello scoperto a dicembre nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) per immigrati di Gradisca d’Isonzo, e i contenuti della rivendicazione. In particolare, nel documento viene criticata fortemente la politica del governo sull’immigrazione («cavallo di battaglia» della Fai), con parole di analogo tenore di quelle dei volantini utilizzati per rivendicare gli attentati alla Bocconi e al Cie di Gradisca. E, ancora, la vigilia elettorale: occasione ideale, da sempre, per dare maggior visibilità ad un’azione «importante» e non marginale. Ora, mentre magistratura e polizia lavorano per far luce sui responsabili del pacco bomba, le strutture di intelligence hanno ancor più intensificato la loro attività informativa intorno alla Fai e alla galassia di sottosigle riconducibili alla Federazione anarchica.

Proprio la Fai – sottolineano le fonti di intelligence, riproponendo argomenti già portati all’attenzione del Parlamento in una delle ultime relazioni sulla sicurezza – «ha rappresentato, negli ultimi anni, la principale minaccia terroristica di matrice anarco-insurrezionalista a livello nazionale», alternando ad azioni eclatanti periodi di «silenzio operativo».

Le azioni dello scorso anno alla Bocconi e a Gradisca d’Isonzo e le scritte contro il commissario Calabresi comparse lo scorso maggio sui muri di alcuni edifici a Torino hanno segnato la conclusione del periodo di «prolungata stasi», e ancora più oggi, dopo il pacco bomba di Milano, si temono nuove azioni criminose di matrice politica da parte di quell’esercito di circa mille uomini che ruota intorno alla Fai. Proprio per questo – sottolineano fonti di intelligence – sono presi in seria considerazione tutti quei segnali che possono essere ricondotti, anche solo in ipotesi, ad una ripresa dell’attività terroristica nel Paese.