Cala il consenso al Governo: popolarità al 39 per cento, crollo tra chi vota Lega

Pubblicato il 7 Marzo 2010 10:54 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2010 11:27

Il Governo continua a perdere consensi, secondo l’esperto di sondaggi Renato Mannheimer, che lo scrive sul Corriere della Sera.

Come in molti avevano previsto, le vicende di questi giorni riguardo alla presentazione delle liste per le regionali e anche lo scandalo della Protezione civile hanno finito con l’influire negativamente sul grado di popolarità del Governo. Dopo la diminuzione registrata già il mese scorso, il Governo cala di altri 4 punti.

L’indice di consenso si assesta di consenso poco sotto il 39 per cento, quando, a dicembre scorso, subito dopo l’aggressione al Cavaliere in Piazza del Duomo a Milano, esso aveva superato il 50 per cento. Siamo giunti dunque ad uno dei livelli più bassi mai registrati per l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Il calo più consistente di popolarità non si è manifestato tra gli elettori di centrosinistra (ove, ovviamente, i giudizi positivi sul Governo sono già molto bassi e non possono decrescere più di tanto), ma, specialmente nel cuore dei segmenti che tradizionalmente sostengono la coalizione del centrodestra.

In particolare, tra gli stessi elettori del Pdl la quota di chi esprime un’opinione positiva sull’ operato del Governo è scesa dal 93 per cento di inizio febbraio al 76 per cento di inizio marzo, con una diminuzione del 17 per cento.

Tra i votanti per la Lega il calo è ancora più sensibile: dall’83 per cento del mese scorso al 57 per cento di oggi. Ciò significa che circa un elettore del Carroccio su quattro ha in qualche misura maturato in quest’ultimo periodo una qualche delusione nei confronti dell’esecutivo sostenuto dal suo partito. Non a caso, dal punto di vista territoriale, la zona che maggiormente manifesta una crescita di sfiducia è il nord est, una delle roccaforti del partito del Premier e della Lega.

Gli strati sociali che più si sono allontanati dal sostegno al Governo sono quelli cui sin qui quest’ultimo si è maggiormente appoggiato: le casalinghe (-13 per cento di valutazioni positive), gli imprenditori e i lavoratori autonomi. Ma anche nel settore cruciale degli indecisi il decremento di consenso è significativo e pari a circa il 10 per cento. A questo andamento negativo ha certo contribuito moltissimo l’immagine di «pasticcione» e di approssimativo offerta dal Pdl nella vicenda delle firme da sottoporre per l’ammissione alle elezioni amministrative. Ma questo triste episodio non ne è l’unica causa. Come sempre accade, il formarsi delle opinioni non è determinato da un solo motivo, ma dal sedimentarsi progressivo delle impressioni ricavate nel tempo da più episodi e accadimenti.

Così, hanno certo «contato» nel trend sfavorevole al Governo gli scandali e le vicende delle ultime settimane, che hanno visto coinvolti esponenti del PdL o comunque legati alla maggioranza. Ancora, può aver avuto un effetto sul calo di popolarità del Governo, il dissenso verso alcune decisioni che sono apparse comunque legate a quest’ultimo. Ad esempio, il divieto imposto dalla Rai alla messa in onda dei talk show più importanti sino alla data delle elezioni ha incontrato una forte disapprovazione nella popolazione. Quasi il 60 per cento degli italiani dichiara di non condividere questa decisione: il dissenso è ovviamente maggiore tra gli elettori del centrosinistra, ma si trova in dimensione cospicua anche nel seguito del centrodestra, ove grossomodo il 40 per cento esprime la propria contrarietà al provvedimento.

Nell’insieme, il clima di opinione appare dunque sempre più negativo per l’esecutivo. Senza che, però, l’opposizione ne guadagni più di tanto in termini di popolarità. Ciò che emerge prevalentemente è, come già si è avuto modo di sottolineare, un clima di sfiducia generalizzato verso la politica e le sue istituzioni. È l’intero sistema che appare sempre più fragile e messo sotto accusa da strati crescenti di cittadini che potrebbe portare ad un incremento delle astensioni.