Calabria, chi vuol essere commissario? Conte si scusa. Spirlì: “Strada? Non siamo in Afghanistan”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2020 8:23 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2020 9:38
Quadriglia dei dannati, in che girone Dante avrebbe messo...

Quadriglia dei dannati, in che girone Dante avrebbe messo… (Foto Ansa)

Mentre Conte si scusa per il pasticcio nomine in Calabria continua a tenere banco la questione del “chi vuol essere commissario?”.

Prima in Calabria il commissario che non sapeva cosa fare, poi il commissario che “le mascherine non servono”, poi l’indagato con la moglie che non vuole andare a vivere a Catanzaro. Alla fine arriva Gino Strada ma il Presidente della Calabria non lo vuole: “Mica siamo in Afghanistan“, dice. E intanto Giuseppe Conte è costretto a scusarsi.

“Mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio. Non solo del fatto che la designazione non è andata a buon fine, ma anche delle precedenti nomine”, dice il premier aggiungendo che i ministri sapevano di ogni singolo nome scelto.

Arriva Gino Strada

Rimane il fatto che per mesi la Calabria è stata senza commissario visto che il primo ad essere mandato via per molto tempo non sapeva cosa fare di preciso. E allora dopo i vari tentativi andati a vuoto con altri nomi, arriva Gino Strada. “Oggi pomeriggio abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria”.  

Gestione degli ospedali da campo, supporto all’interno dei Covid Hotel e nei punti di triage negli ospedali. Sono i compiti di cui si occuperà Emergency. 

Il caso Gaudio, commissario con famiglia

Il neo commissario alla Sanità in Calabria, Eugenio Gaudio, è già ex perché ha rinunciato al suo incarico. Lo ha detto a Repubblica lo stesso ex rettore de La Sapienza spiegando che alla base di questa decisione ci sono “motivi personali”. Dopo la rinuncia, a meno di 24 ore dalla sua nomina in Cdm, si riapre il nodo della scelta di un nuovo commissario alla Sanità calabrese. “Mia moglie – ha spiegato – non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”.

“Sarebbe una sfida importante, ma la famiglia per me è un valore”, ha detto ancora Gaudio che, in merito alle notizie sul suo coinvolgimento dell’inchiesta sull’Università di Catania ha spiegato: “Sono sempre colpito dall’imbarbarimento della politica. Le do una notizia in proposito: il procuratore di Catania ha appena fatto sapere al mio avvocato che è andato a depositare la richiesta di archiviazione per il mio presunto abuso di ufficio”.

Ma a Spirlì non pinace Gino Strada

“Qui non c’è da fare nomine, c’è da gestire la sanità. Basta ispettori governativi – dice a La Zanzara su Radio24 – ne abbiamo le scatole piene. Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine, non abbiamo più bisogno di commissari. Se arriva Strada – aggiunge – ne prendiamo atto, dopo il tris facciamo poker. La Calabria – ha poi detto Spirlì – non è l’Afghanistan, è una regione dell’Italia e come tutte le altre regioni ha il diritto di governarsi come si governano tutte le altre. Non abbiamo bisogno di missionari di nessun tipo”. Quando alla scelta di Gaudio ha concluso, “problemi suoi, Catanzaro è una città bella, ci vivono persone eleganti, civili, e oneste”. Insomma, chi vuol essere commissario? Se non è un pasticcio questo… (Fonti Ansa e Repubblica).