Calabria: M5S sotto l’8%, fuori dal Consiglio regionale. Alle politiche 2018 il 43%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2020 13:58 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2020 13:58
Calabria: M5S sotto l'8%, fuori dal Consiglio regionale. Alle politiche 2018 il 43%

Calabria, il candidato M5S alla presidenza della Regione Aiello (Ansa)

ROMA – Il Movimento 5 Stelle non entra nel Consiglio regionale della Calabria. Quando mancano poche sezioni alla fine dello spoglio (2.401 sulle complessive 2.420), infatti, l’alleanza civica M5s, composta dalla lista pentastellata e dalla lista “Calabria Civica-Liberi di cambiare”, non supera la soglia di sbarramento dell’8% prevista dalla legge elettorale calabrese. E’ ferma al 7,38%.

Nel 2018 il 43% alle politiche

Per il Movimento 5 Stelle, che come lista ha raggiunto il 6,25%, dunque, il Consiglio regionale resta tabù, se si pensa che i grillini rimasero fuori dall’Assemblea legislativa anche nel 2014, quando ottennero il 4,90%.

Anche in Calabria, poi, prosegue il calo del Movimento 5 Stelle rispetto alle Politiche del 2018, quando nella regione superarono il 43%, drasticamente ridotto, peraltro, già alle Europee 2019 (26,69).

Schifani: “Demagogia non regge prova governo”

“Il crollo del Movimento 5 stelle è forse il dato più significativo di queste elezioni regionali. Come ampiamente prevedibile, la proposta dei grillini, fondata sulla demagogia e sulla protesta, non ha retto alla prova del governo. La politica ha la sue regole e questa ne è la più lampante dimostrazione. Torna dunque, prepotentemente, un bipolarismo che assicura più stabilità ai governi e al Paese e nel dibattito politico-parlamentare non si potrà non tenerne conto”. Lo dice il senatore di Forza Italia e ex Presidente del Senato Renato Schifani.

“Senza Forza Italia al sud non si vince”

“Per quanto riguarda il centrodestra – prosegue – emerge in modo evidente la centralità di Forza Italia sia in termini di consensi, in particolare al Sud, sia rispetto alla costruzione e all’affermazione di un progetto politico che si qualifichi come moderato, liberale, garantista e riformista, distinto dagli estremismi sovranistici. Il risultato della Calabria è, in questo senso, chiarissimo. Conosco Jole Santelli da tanti anni e so che la sua presidenza sarà garanzia di serietà, impegno e capacità di governo. Un plauso va anche riconosciuto ai nostri candidati e militanti in Emilia Romagna: al di là del loro encomiabile sforzo, lo scontro incentrato sul binomio Salvini-Bonaccini li ha certamente penalizzati”. (fonte Agi)