Bombe in Libia, la Lega dice no. Calderoli: “Non avranno il mio voto”. Bocchino: “Così è crisi di governo”

Pubblicato il 26 Aprile 2011 9:18 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2011 9:23

Roberto Calderoli (foto lapresse)

ROMA – “Il mio voto non lo avranno mai”, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli sulle bombe italiane in Libia è tassativo, anche se Silvio Berlusconi ormai è convinto, tanto con Umberto Bossi ci parlerà lui. ”Non so cosa significhi ulteriore flessibilità, ma se questo volesse dire bombardare non se ne parla. Il mio voto in questo senso non l’avranno mai”. E ancora: ”Ero e resto contrario a qualunque ulteriore intervento in Libia rispetto a quello che già abbiamo reso disponibile e fatto”, aggiunge il ministro della Lega Nord.

”Abbiamo già fatto abbastanza mettendo a disposizione le basi e l’appoggio logistico e il pattugliamento anti-radar – prosegue Calderoli – Personalmente non avrei dato neanche questa disponibilità se non in cambio di un concreto concorso delle forze alleate al respingimento dell’immigrazione clandestina e alla condivisione del peso dei profughi”.

In effetti i vertici della Lega temono che la mossa a sorpresa di Berlusconi sia un modo per aiutare la trattativa con la Francia: Parigi appoggia Draghi alla Bce e Roma abbassa i toni sulla questione migranti.

Calderoli, ha detto che ” riproporrà in Consiglio dei Ministri” la questione. Poi ha ricordato, intervenendo a ‘L’Infedele’ di Gad Lerner, in onda su La7, come già la Lega, su questo tema, si fosse astenuta qualche tempo fa. ”Mi sembra sia completamente cambiato il quadro rispetto ad allora. Quindici giorni fa – ha spiegato Calderoli – la stessa proposta fu fatta dal ministro La Russa e intervenne il presidente del Consiglio che si dichiarò contro questa proposta e noi demmo il nostro sostegno al presidente del Consiglio. Non vorremmo che qualcuno avesse cambiato idea”.

Calderoli ha ribadito ”l’assoluta inopportunità dei bombardamenti”, che ”ci vedrebbero assolutamente contro” e ha detto di essere ”ancora in attesa di capire che cosa sia quella ”flessibilità” nell’intervento in Libia di cui parla in comunicato del Consiglio dei ministri”.

Il vice di Futuro e libertà Italo Bocchino parla di crisi di governo. ”La dichiarazione di Calderoli sull’intervento italiano in Libia apre di fatto la crisi di governo. Berlusconi ha garantito a Obama ciò che mai avrebbe voluto fare per non turbare la dittatura di Gheddafi, ma non ha fatto i conti con la cultura antinazionale della Lega che è pronta a far sfigurare l’Italia a livello internazionale pur di prendere quattro voti in più alle amministrative”. Bocchino aggiunge: ”A questo punto è opportuno un immediato dibattito parlamentare sull’intervento in Libia che faccia emergere le posizioni reali delle forze politiche e la solidità del governo in politica estera, senza la quale è evidente che sarebbe preferibile il ricorso alle urne”.

”Noi non ci facciamo comandare né da Obama né da altri. Facciamo i nostri interessi”. Per il ministro ”non c’entra nulla la crisi di governo” ma ”è una questione di coerenza”. La Lega – aggiunge – ”è contraria a qualsiasi intervento con l’uso della forza in Libia che possa coinvolgere dei civili. L’Italia ha già fatto quello che doveva fare, senza avere nulla in cambio sul fronte della immigrazione”. ”Nessuna crisi – conclude – noi facciamo la nostra battaglia convinti di essere nel giusto. Quando un governo decide deve decidere in maniera collegiale”