Calderoli/ “Riscriviamo la Costituzione per inserire l’italiano come lingua ufficiale e per tutelare i dialetti”

Pubblicato il 20 agosto 2009 10:09 | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2009 10:09

RO191208POL_0008«Vogliamo che l’italiano venga inserito come lingua ufficiale nella Costituzione», per tutelarlo «dai troppi termini inglesi e dal dialetto romanesco che lo sta snaturando». Allo stesso tempo, però, «bisogna farsi carico di quelli che vengono inopportunamente chiamati dialetti».

Roberto Calderoli rilancia il tema delle lingue regionali, proponendo di riscrivere la Costituzione per inserirvi i dialetti: «Sono la mancanza di libertà e il non riconoscimento di quelle che sono le tradizioni del popolo – mette in guardia il ministro per la Semplificazione normativa, intervistato dalla Stampa – a mettere a rischio l’unità del Paese».

Calderoli nega che l’idea sia una provocazione: «Questa proposta l’ho fatta già nella scorsa legislatura – dice – ed ero in buona compagnia visto che è stata sottoscritta anche da esponenti della sinistra come Sergio Zavoli, Anna Finocchiaro e Antonio Polito».

E comunque, puntualizza Calderoli, «non ci vedo nulla di eversivo nel ricordare che la lingua italiana è stata creata artificialmente». Del resto, «lo stesso artefice dell’unità d’Italia, Vittorio Emanuele II – ricorda il ministro leghista – non lo parlava e il suo discorso al primo Parlamento italiano lo ha fatto in piemontese».

Insomma, «oggi l’uso del dialetto supera il 40 per cento. Se vogliamo veramente festeggiare la nascita della Nazione – conclude Calderoli – non si può chiudere gli occhi davanti alla realtà».