P3, Caliendo non vuole dimettersi: “Non ho commesso reati, non ero alla cena sul Lodo Alfano”

Pubblicato il 28 luglio 2010 13:41 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 14:21
giacomo caliendo

Giacomo Caliendo

Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo respinge l’ipotesi delle dimissioni: “I miei avvocati hanno chiesto ai magistrati di ascoltarmi. Io rispondo dei fatti e di fatti non ne ho commessi”. Caliendo è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla P3: per questo motivo l’Italia dei Valori aveva presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Caliendo invece si è difeso: ”Tutti avete letto l’ordinanza e lì si capisce che in quella riunione in cui si è parlato di Lodo Alfano io non c’ero”. Caliendo è infatti sotto inchiesta per violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Il nominativo di Caliendo appare in alcune vicende che riguardano la “cricca P3”. Tra queste c’è una cena nella casa romana del coordinatore del Pdl Denis Verdini, a palazzo Pecci Blunt, che avrebbe avuto il fine di stabilire le strategie di intervento sul lodo Alfano, sulla nomina di Alfonso Marra a presidente della Corte D’Appello di Milano ed il ricorso in Cassazione dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dalla magistratura napoletana.

Il sottosegretario era già stato difeso da alcuni membri del governo, in primis il ministro della Giustizia Angelino Alfano che ne ha sostenuto con decisione l’innocenza.