Camera dei deputati: la gestione Fico (M5S) costa più, di poco, di quella di Boldrini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2018 10:54 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2018 10:56
Camera dei deputati: la gestione Fico (M5S) costa più, di poco, di quella di Boldrini

Camera dei deputati: la gestione Fico (M5S) costa più, di poco, di quella di Boldrini

ROMA – Via libera dell’Ufficio di presidenza della Camera al progetto di bilancio interno di Montecitorio per il 2019. Il documento è stato approvato all’unanimità: il totale dell’entrata ammonta a 970,8 milioni di euro per il 2019, a 970,6 milioni di euro per il 2020 e a 970,2 milioni di euro per il 2021. Ma, tra le pieghe dei bilanci, è significativo – e sorprendente – dal punto di vista dei costi della politica, che la gestione della Camera a guida M5S (presidente Roberto Fico) ha un costo di un pelo superiore a quella a guida Laura Boldrini: circa 8 milioni.

Per ciascun anno del triennio il totale dell’entrata risulta superiore al totale della spesa. Il bilancio della Camera si conferma pertanto in condizioni di equilibrio. Le entrate sono costituite quasi interamente dalla dotazione trasferita dal bilancio dello Stato, che resta fissata in 943,16 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio, secondo quanto deliberato dall’Ufficio di Presidenza nella riunione del 17 ottobre 2018. Il totale della spesa per il 2019 si attesta a 958,8 milioni di euro.

Rispetto alla spesa prevista per il 2018, che era pari a 969,2 milioni di euro (al netto della restituzione di 85 milioni di euro al bilancio dello Stato effettuata nell’anno in corso), si registra una riduzione di 10,4 milioni di euro, pari all’1,08 per cento. E ciò nonostante siano già contabilizzate le somme necessarie per riavviare le procedure di concorso per il reclutamento di personale, ferme da oltre 10 anni. La spesa di funzionamento risulta nel 2019 pari a 547,6 milioni di euro.

Rispetto al 2018 i deputati questori evidenziano nella loro relazione una minore spesa di 10,8 milioni di euro (- 1,95 per cento). La riduzione della spesa rispetto al 2018 dipende in parte, dal venir meno di oneri riconducibili alla conclusione della legislatura. La spesa per i deputati rimane sostanzialmente invariata. grazie alle misure di contenimento in materia di indennità parlamentare e di rimborsi ai deputati adottate nel 2011 e costantemente prorogate negli anni successivi. I questori proporranno di prorogare sino al 31 dicembre 2021 queste misure che, sulla base della normativa vigente, verrebbero a scadenza nel 2020.

Dunque, anche per il 2021 non si procederà all’adeguamento dell’indennità parlamentare, corrisposto per l’ultima volta nel 2006, e continueranno ad applicarsi le riduzioni della stessa già adottate dall’ottobre 2011; parimenti, resteranno invariati nella misura già ridotta a decorrere dal 2011 i rimborsi per le spese di soggiorno (3.500 euro mensili, salve le decurtazioni per assenze) e per l’esercizio del mandato parlamentare (3.690 euro mensili). La spesa per il personale dipendente registra nel 2019 una riduzione di 5,7 milioni di euro rispetto al 2018 (- 2,69 per cento).