Processo breve, scontro sul verbale: ennesima bagarre alla Camera. Fini colpito in testa da un giornale

Pubblicato il 31 Marzo 2011 11:15 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2011 13:34

ROMA – Il giorno dopo la bagarre fuori e dentro la Camera per la decisione della maggioranza di imporre un’inversione dell’ordine dei lavori anticipando la discussione sulla cosiddetta prescrizione breve, il testo che prevede la riduzione dei tempi di giudizio e di cui potrebbe beneficiare anche Silvio Berlusconi per il caso Mills approda in Aula per il dibattito.

Il dibattito in Aula è stato però subito sospeso per l’ennesima bagarre. Le prime scintille sono arrivate già a inizio di seduta con la mancata approvazione del processo verbale della seduta di mercoledì. Il no è arrivato mediante voto elettronico. La cosa non è così usuale, perchè solitamente si approva senza troppi dibattiti e per alzata di mano. Ma le opposizioni, Pd, Udc e Idv, hanno contestato che nel processo verbale non ci fosse esplicito riferimento all’episodio che ha visto protagonista il ministro La Russa. La votazione ha visto un pareggio e dunque il processo è stato respinto.

In seguito un deputato del Pdl ha anche lanciato un giornale in testa a Fini. Il presidente della Camera è stato colpito alla testa da un giornale che gli è stato tirato addosso da un deputato del Pdl mentre lasciava l’Aula di Montecitorio dopo la bocciatura del processo verbale. Il giornale ha colpito in pieno il presidente della Camera, che ha individuato il “lanciatore”, con il quale ha avuto uno scambio di battute. Nel frattempo, dai banchi del Pdl in tanti gridavano a Fini “Dimissioni, dimissioni”.

Un gesto di stizza anche da parte del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Alla chiusura del voto sul processo verbale Alfano, secondo quanto riferito dal leader dell’Idv, ha infatti gettato la sua tessera della Camera contro i banchi dell’Italia dei Valori. “E’ stato un gesto irresponsabile, immorale, illegittimo da parte del portantino di Berlusconi”, ha detto Di Pietro davanti alle telecamere e mostrando tra le mani la tessera di Alfano. “Lo denuncerò al presidente della Camera” aggiunge Di Pietro stigmatizzando “lo spregio e il disprezzo del ministro nei confronti del Parlamento”. Disprezzo tale che, conclude Di Pietro, “mi fa chiedere le immediate dimissioni del ministro”.

La deputata del Pd Ileana Argentin, disabile, ha poi preso la parola per denunciare che un deputato del Pdl, Osvaldo Napoli, ha intimato al suo assistente di non applaudire durante le sedute. Subito dopo un deputato della Lega, Massimo Polledri, le ha rivolto epiteti offensivi ed è stato costretto dal presidente Fini a chiederle scusa. “Ricordo all’aula che io non posso muovere le mani, ma se non posso applaudire con le mie, lo faccio con le mani di chiunque”. Lo sfogo è stato accolto da un applauso bipartisan di tutta l’assemblea. (Guarda il video).

L’inizio dei lavori era stato fissato per le dieci, per dare modo all’ufficio di presidenza della Camera di valutare l’episodio del battibecco tra La Russa e il presidente Gianfranco Fini, preceduto dalle polemiche tra lo stesso La Russa e i rappresentanti dell’opposizione, che ha di fatto determinato l’interruzione della seduta e l’aggiornamento a oggi. E’ stato proprio Fini a chiedere ai questori di esaminare “la genesi di quanto accaduto”, in particolare per determinare se c’è stata oppure no una mancanza di rispetto da parte del ministro nei confronti della presidenza rappresentata da un “vaffa” espresso a gesti (e forse non solo a giudicare dal labiale) da La Russa.

Una sanzione nei confronti del ministro viene data per scontata da molti, anche se non esistono precedenti del genere. Per questo motivo l’ufficio di presidenza ha rimandato ogni decisione nell’attesa che esprima un parere anche la Giunta per il regolamento, appositamente convocata per le 16.

Dalla riunione dei deputati questori della Camera con il questore di Roma ”è emersa la difficoltà di assicurare un adeguato presidio per concomitanti esigenze di ordine pubblico e per una insufficiente informazione da parte dell’Autorità di pubblica sicurezza sulle problematiche dell’ordine pubblico nella seconda parte della giornata”, ha detto Fini. I questori, ha spiegato Fini, hanno chiesto al questore di Roma Francesco Tagliente di ”garantire un piu’ stretto collegamento con comando dei Carabinieri e l’Ispettorato di Polizia di Montecitorio, per contemperare le esigenze di ordine pubblico con il libero esercizio del mandato parlamentare e l’accesso alle sedi della Camera”.

Anche oggi ci saranno mobilitazioni del «popolo viola» all’esterno di Montecitorio, in concomitanza con la discussione del testo sul processo e della prescrizione breve. “Staremo lì fino a che il dibattito si svolgerà alla Camera – ha annunciato Gianfranco Mascia, uno dei coordinatori -. Poi ci sposteremo al Senato. In questo momento, decisivo per le regole democratiche del nostro Paese, è fondamentale che ciascuno faccia la sua parte”. Non solo: è allo studio una mobilitazione nazionale che unisca partiti, movimenti e società civile che potrebbe essere convocata per il 16 aprile.