Camera taglia, niente più uffici esterni per i deputati. Dal 2018

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2013 13:56 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2013 13:56
Camera dei Deputati (foto Ansa)

Camera dei Deputati (foto Ansa)

ROMA – La Camera dei Deputati taglia gli uffici esterni e contiene i costi. Dal 2018 gli onorevoli dovranno “stringersi”: niente più uffici pagati fuori dalle proprietà di Montecitorio: o ci si accontenta oppure l’ufficio lo si paga di tasca propria.

E’ la conseguenza di una decisione presa lo scorso 15 settembre dal comitato dei questori. Dal 2018, quando il tutto andrà a pieno regime, non ci saranno uffici esterni. Gli affitti attuali, infatti, non verranno via via rinnovati. Si tratta, spiega sul Corriere Dino Martirano,di 122 postazioni: tutti contratti stipulati negli anni ’90 e sempre rinnovati.

Spiega il Corriere:

Uffici, segreterie, sale riunioni, saloni per le conferenze che nel periodo 2018-2036 sarebbero costati al contribuente ben 600 milioni di euro. La nuova policy la spiega così il questore Stefano Dambruoso (Scelta civica): «Abbiamo ritenuto che non fosse più sopportabile questo tipo di spesa che sarebbe ricaduta sulle tasche del contribuente nella misura di 600 milioni di euro». 

I tagli riguardano il cosiddetto quadrilatero di palazzo Marini (largo San Claudio-via del Tritone-via Poli-via del Pozzetto): quattro immobili di pregio di proprietà della società «Milano 90» dell’imprenditore romano Sergio Scarpellini, che assicurano un rifugio, un computer, una poltrona e i servizi di segreteria ai deputati di seconda linea, quelli che non hanno incarichi istituzionali, di governo e di partito. Il primo taglio, Marini 1, c’è stato nel 2012. Dal 2016, poi, Marini 2 tornerà nella disponibilità dei suoi proprietari e negli anni successivi, 2017 e 2018 , la stessa sorte avranno Marini 3 e Marini 4. Ma Sergio Scarpellini ora si ritrova sfitti anche gli immobili di via delle Vergini (Consiglio di Stato) e di via Poli (Regione Lazio).