Camera, taglio a stipendi dei dipendenti. Ma è una finta, ecco le cifre vere

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 15:09 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 15:09
Camera, taglio a stipendi dei dipendenti. Ma è una finta, ecco le cifre vere

Camera, taglio a stipendi dei dipendenti. Ma è una finta, ecco le cifre vere

ROMA – Via libera ai tagli per gli stipendi dei dipendenti della Camera: questo ha votato l’ufficio di presidenza di Montecitorio facendo passare, anche per i dipendenti, il principio che non possano guadagnare più di 240mila euro annui. Ovvero quanto guadagna il presidente della Repubblica, soglia fissata tempo fa anche per i manager pubblici. Ma, per quel che riguarda la Camera, è una finta. Perché le cifre reali, in busta paga, andranno ben oltre i 240mila euro.

Le cifre vere le spiega Stefano Dambruoso di Scelta Civica, uno dei deputati che in Ufficio di presidenza si sono astenuti. Secondo Dambruoso “quel che è uscito dalla porta, invece, è rientrato dalla finestra”.

In che modo? “Considerando il tetto alle remunerazioni al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione, e con l’introduzione di un incentivo di produttività per i dipendenti che abbiano superato il tetto retributivo”. Il taglio completo, inoltre, si completerà al 1 gennaio 2018. Calcolatrice alla mano, Dambruoso fa qualche esempio pratico.

“Un Consigliere Parlamentare, dopo il 30esimo anno di servizio, attualmente ha una remunerazione di 318.654,96 euro più 56.247,97 di oneri previdenziali. Per tutto il 2015, all’importo della retribuzione annuale che eccede, al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione, il limite dei 240.000 euro si applicheranno in modo progressivo i seguenti scaglioni: il 20% su 60.000 euro (fino cioè ai 300.000 euro) e il 30% sui restanti 18.645,96 euro. Calcolatrice alla mano, il taglio sui dodici mesi sarà complessivamente di 12.000 più 5.593.79 euro. Dunque quel Consigliere Parlamentare avrà per tutto il 2015 una retribuzione annua lorda di 301.061,17 euro alla quale vanno aggiunti gli oneri previdenziali che dovrebbero attestarsi su una somma superiore ai 50.000 euro. Dimenticavo di sommarvi l’indennità di funzione attualmente di 7.200 euro netti all’anno. Per un totale di oltre 360.000 euro annui”.

“Un Documentarista Tecnico Ragioniere, dopo il 30 anno di servizio, attualmente ha una remunerazione di 212.077,67 euro più 37.412,91 di oneri previdenziali. Per tutto il 2015, all’importo della retribuzione annuale che eccede, al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione, il limite individuato per tale qualifica, cioè 166.000 euro, si applicheranno – dice ancora – in modo progressivo i seguenti scaglioni: il 20% su 41.500 euro (fino cioè ai 207.000 euro) e il 30% sui restanti 5.077,67 euro. Calcolatrice alla mano, il taglio sui dodici mesi sarebbe complessivamente di 8.300 più 1.523,30 euro. Dunque quel Documentarista Tecnico Ragioniere avrà per tutto il 2015 una retribuzione annua lorda di 202.254,37 euro alla quale vanno aggiunti gli oneri previdenziali che dovrebbero attestarsi su una somma superiore ai 30.000 euro”.

“In Francia solo uno fra gli 800 dipendenti del Parlamento supera i 200.000 euro di stipendio. Da noi 600 (circa). Questo tipo di tagli, ancora molto lontani dal tetto dei 240.000 euro imposti alle retribuzioni della PA, sono davvero altro rispetto a quel contributo economico oggi richiesto per la straordinarietà dell’emergenza economica del Paese e che ha già indotto il Governo a prendere misure gravissime per tutti i dipendenti della P.A. Ecco la ragione dunque per la quale in Ufficio di presidenza non ho votato a favore”, conclude Dambruoso.