Camilleri diceva: “Salvini mi ricorda gli anni ’30 del fascismo”. Salvini omaggia lo scomparso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2019 12:31 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 8:05
Camilleri diceva: "Salvini mi ricorda gli anni 30 del fascismo". Salvini omaggia lo scomparso

Camilleri e Salvini affiancati in un post su Twitter

ROMA – Primo, secondo Salvini, twittare sempre e comunque: e infatti, appresa la notizia della morte ha prontamente omaggiato cinguettando, “Addio ad Andrea Camilleri, papà di Montalbano e narratore instancabile della sua Sicilia”. E nemico politico dichiarato. Ben consapevole che stavolta i commenti contro sarebbero stati un diluvio perché in vita di stima e rispetto fra i due ne correva davvero poco. 

Fino all’ultimo lo scrittore siciliano non ha mai nascosto ostilità e idiosincrasia politiche nei confronti del Capitano. E dell’ideologia, o del grumo ideologico che il leader leghista rappresenta. E del resto Camilleri ricordava che al primo tentativo di entrare in Rai fu scartato perché “troppo comunista”. 

Giugno 2019. “Salvini col rosario in mano mi dà il vomito”

A giugno scorso fu lapidario: “Salvini con il rosario in mano mi dà il vomito”. Il più giovane politico incassò senza drammi forte di una claque social in servizio permanente: “Scrivi che ti passa”, rispose senza troppi complimenti ma senza nemmeno forzare troppo la mano perché quello s’era conquistato negli anni più fan dei suoi, bastava guardare gli ascolti dell’ennesima puntata di Montalbano in prima serata.

25 aprile 2019: “Salvini ministro lampante esempio di mentalità fascista”

 Ormai quasi cieco ma affezionato al ruolo del veggente Tiresia, il 25 aprile in occasione della celebrazione esplicitò la sua impressione di un Salvini antropologicamente totalitario in un paese sempre a rischio di esser sedotto dai cosiddetti uomini forti: “Non posso trattenermi dal dire che con il governo di oggi abbiamo un esempio lampante di mentalità fascista, quella del ministro Matteo Salvini. Quella è mentalità fascista., una delle forme di fascismo che può anche essere eletta democraticamente”.

Luglio 2018. “C’è un brutto consenso per le tesi estremiste di Salvini, mi ricorda quello del 1937”

Intervistato da Simonetta Fiori su Repubblica, bordate a Salvini, ai sovranisti in odor di razzismo, ai populisti fiancheggiatori: “”C’è un brutto consenso per le tesi estremiste di Salvini che mi ricorda quello del 1937. Condivido le preoccupazioni del mio ultimo Montalbano. Non avrei mai voluto vedere il Vaffaday al governo. E il razzismo che riaffiora contro i migranti”. E di Salvini contro Saviano: Parole mafiose”.

Dicembre 2017 a D’Alema: “Da orbo la vedo nera”

Da una conversazione sulla rivista Italiani/Europei con Massimo D’Alema: “C’è un bellissimo episodio in cui Leonardo Sciascia racconta che, verso il 1922, chiesero a un contadino completamente cieco: «Compa’, ma voi questo fascismo come lo vedete?». E lui rispose: «Cu tutto che sugnu orbo, la vio nivura”. La vedo nera. Ecco, io da orbo direi, come il contadino, la vedo nera”. (fonti Corriere, Repubblica, Italiani/Europei)