Campania/ Nel consiglio regionale è stato assunto “l’esercito” dei comandati. Provengono da tutti i tipi di amministrazione, persino da Siena e Milano

Pubblicato il 20 Luglio 2009 10:49 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2009 10:49

Per ognuno dei 60 consiglieri regionali cam­pani ci sono circa otto dipendenti, a fron­te dei tre per ogni deputato che si conta­no a Montecitorio. Numeri impressionanti, dovuti ad un fenomeno irrefrenabile nella Regione Campania: quello della nomina dei comandati, cioè di chi viene trasferito dal­l’amministrazione che lo ha assunto a un altro ufficio. In totale nel consiglio guidato da Sandra Lonardo se ne contano 223.

Ce ne sono per tutti i gusti. Chi viene dalle Asl e chi dall’Inps. Chi lavorava nei ministeri e chi nelle Università. Dipendenti dei Comuni e delle Province. Fra questi spiccano dipendenti del Comune di Siena e persino dell’Atm, l’azienda di trasporti di Milano. Per entrare nel “magico” mondo dei comandati del Consiglio regionale, era sufficiente risultare dipendente di una società nella quale la partecipazione pubblica non fosse «infe­riore al 49 per cento».

Il giochino era sem­plice: bastava far assumere una persona da una società del Comune o della Regio­ne, dove si può entrare per chiamata diret­ta, e farla poi distaccare presso la segrete­ria di un politico. E il fenomeno era rigorosamente bipartisan. Per arginare questo malcostume, qualche anno fa il vicepresidente del Consiglio regionale, Salvatore Ronghi, esponente del Movimento per le autonomie, si fece promotore di una iniziativa volta a bloccare il flusso dei coman­dati dalle aziende pubbliche.

Ma nel 2008, mentre si votava la legge finanziaria locale, passò un emen­damento trasversale che prevede di fatto la stabilizzazione nei ruoli del consiglio re­gionale del personale in posizione di co­mando proveniente da altre amministra­zioni: compresi, ovviamente, i circa 80 di­pendenti delle imprese pubbliche e para­pubbliche.

Da quando è nata la Regione Campania, nel 1970, nel consi­glio regionale non è mai entrato un dipen­dente per concorso pubblico. Il primo con­corso, per 36 posti, è stato bandito nel 2005, ma non è stato ancora fatto.