Camusso, cinegiornale contro Renzi. Poi lettera per chiamare militanti in pizza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2014 14:59 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2014 15:14
Camusso, cinegiornale contro Renzi. Poi lettera per chiamare militanti in pizza

Camusso, cinegiornale contro Renzi. Poi lettera per chiamare militanti in pizza

ROMA – Un cinegiornale contro Matteo Renzi. Susanna Camusso dispone e Radio Articolo 1, che della Cgil è quotidiano e radio online, trasmette. Una parodia feroce della riforma del lavoro del governo, realizzata con quell’effetto da Istituto Luce che accosta, senza direttamente dire, il premier a chi governava nel Ventennio.

Nel cinegiornale, tutto rigorosamente in bianco e nero, c’è un po’ tutto il vocabolario di Renzi. Si comincia dall’Italia che cambia verso fino a una citazione tronca di Steve Jobs. “Siate affamati siate folli” diceva il fondatore di Apple. “Siate affamati” esorta il cinegiornale.

E ancora tanto tanto sarcasmo. Come nel caso del contratto flashback:

“Da oggi niente licenziamenti a sorpresa grazie all’innovativa formula del contratto ‘flash back’: ti assumo oggi ma ti ho già licenziato ieri, tiè”

Satira e parodia a parte l’iniziativa di Camusso e Cgil è serissima. Il cinegiornale è parte di una strategia comunicativa e “di guerra” che arriverà a un primo step il giorno 25 ottobre quando il sindacato sfilerà a Roma. Prova di forza che si deciderà sui numeri. Numeri su cui è già iniziato un balletto: previste un milione di presenze, titolavano stamattina alcuni giornali. Passa qualche ora e la stima è rivista prudentemente a ribasso. Di parecchio: scompare uno zero e il milione diventa 120mila.

Accanto al cinegiornale, che piaccia o meno strappa più di un sorriso, Camusso chiama a raccolta i suoi con una strategia più tradizionale. Una lettera, media certamente più indicato per chiamare a raccolta lo zoccolo  duro dei militanti.

“E’ il momento delle scelte, chiare, dedicate a creare lavoro – esordisce la lettera-chiamata di Camusso – Il vostro coraggio è importante. Uniti possiamo aprire una nuova fase e cambiare l’Italia. Facciamo sentire la nostra voce, schierandoci dalla parte del lavoro. Facciamolo insieme”.

Quindi Camusso ricorda chi è stato a rimetterci da quando è iniziata la crisi:

“sono passati sette anni dall’inizio della crisi e a pagarne il prezzo continuano a essere i lavoratori e le famiglie, i giovani e i pensionati, i precari, gli esodati, i disoccupati di ogni età”.

In Italia ed in Europa secondo il segretario Cgil

“si continua con la politica del rigore che tra tagli lineari, interventi sul mercato del lavoro, blocco dei contratti, non dà lavoro e impoverisce le famiglie, come confermato dalla recessione che permane nel nostro Paese. La conferma di quelle politiche che, purtroppo, caratterizza il governo Renzi, insiste su un’idea di Italia che compete al ribasso, non scommette su innovazione, istruzione, ricerca, non scommette sul lavoro di qualità”.

Infine il motivo per cui secondo Camusso bisogna scendere in piazza il 25:

“un futuro che sia migliore, non peggiore del passato”. per “restituire dignità a chi lavora e ripristinare un principio indispensabile: l’uguaglianza”.

Il cinegiornale Cgil