Camusso: “Sul lavoro vogliamo l’accordo, non uno qualunque”

Pubblicato il 2 Marzo 2012 14:10 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2012 16:41

ROMA – ''Noi vogliamo fare l'accordo sul mercato del lavoro perche' pensiamo sia necessario per il Paese. E non un qualunque accordo, testi sotto dettatura non li abbiamo firmati per anni e non li firmeremo mai, ma per dare risposte'' per vincere la precarieta', estendere le tutele e garantire i diritti. Cosi' il leader della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo ad una assemblea della Funzione pubblica in vista delle elezioni delle Rsu, il 5, il 6 e 7 marzo.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, afferma di aver ''preso positivamente la sospensione'' del tavolo tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro ''perche' annunciata dal governo per cercare le risorse'' da destinare agli ammortizzatori sociali.

''Se questo e' il convincimento del governo, lo consideriamo un piccolo risultato'', aggiunge intervenendo ad una assemblea della Fp-Cgil, in vista delle elezioni delle Rsu.

''Ci sono molte cose da fare, ma nulla a che vedere con l'articolo 18. Io insisto, anche se la presidente di Confindustria si arrabbia ogni volta che lo dico: e' una norma di civilta'. Non ci puo' essere libero arbitrio sulle persone''. Cosi' il leader della Cgil, Susanna Camusso, che anche al governo dice di sgomberare il terreno da ''leggende metropolitane''.

''Siamo impressionati da un governo di professori che crede ancora a queste leggende metropolitane per cui gli investimenti non affluirebbero nel nostro Paese perche' c'e' l'articolo 18 e per cui il nostro Paese e' fatto di piccole imprese perche' c'e' l'articolo 18'', dice Camusso intervenendo ad una iniziativa della Fp-Cgil.

''Basterebbe avere non una straordinaria memoria storica'' per ricordare che ''il nostro Paese e' fatto cosi' perche' si e' teorizzato come modello di sviluppo il 'piccolo e' bello'.

Bisognerebbe ascoltare gli imprenditori delle grandi aziende i quali continuano a dire che non si viene in Italia non perche' c'e' l'articolo 18, ma perche' c'e' la criminalita' organizzata e non c'e' una politica che attrae gli investimenti'', aggiunge il leader della Cgil.

Camusso conferma, invece, la disponibilita' ad intervenire per ''accelerare i processi e determinare un tempo giusto'' anche per il reintegro sul posto di lavoro.