Cancellieri al Colle, Riccardi sindaco? Tecnici “esodati” a caccia di posti

Pubblicato il 8 Dicembre 2012 17:23 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2012 17:47

Il governo dei tecnici guidati da Mario Monti

ROMA – Per i ministri “esodati” del governo Monti è giunta l’ora di “cercarsi un lavoro”. Ora che Silvio Berlusconi ha ufficialmente dato il via alla sua campagna elettorale. Ora che la crisi è congelata e le urne sono certe, anche loro devono pensare a una sistemazione per il futuro prossimo. E non sono pochi coloro i quali tastano il terreno per una discesa politica in campo. Andrea Cuomo sul Giornale di sabato 8 dicembre si diverte a fare una lista dei possibili scenari futuri.

Il primo della lista è certamente il capobranco, Mario Monti, che in un anno di governo si è guadagnato la foggia di un nuovo aggettivo: “montiano”, nel quale si intende tutto e niente, sinonimo di rigore, sacrifici, sobrietà, efficienza, ecc. Per farne un marchio di fabbrica credibile però dovra scendere in campo e schierarsi con questa o quella parte politica. Silurato ormai da Berlusconi e non indispensabile al Pd, Mario Monti è il leader naturale dei centristi. Ma, osserva Cuomo, sembrerebbe essere destinato a fare il “riservista di lusso“:

l’uomo dell’emergenza che scatterà se, combinato disposto di legge elettorale (qualunque essa sia) e contenuto delle urne dovesse consegnare l’Italia all’ingovernabilità.

Altrimenti? Il piano B, scrive Cuomo, è un indirizzo semplice: il Quirinale dove oggi è salito per dare una “chiusura ordinata alla legislatura” come auspicato da Giorgio Napolitano. Altrimenti, candidata alla sedia del Colle, c’è pure il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri: suggestiva l’idea di avere finalmente il primo capo dello Stato donna.

Poi c’è Mario Catania, che negli ultimi tempi si è molto attivato per farsi notare in area centrista. E accanto a Casini, si posizionerebbe anche il ministro Andrea Riccardi, che ha rifiutato la candidatura a sindaco di Roma, ma rumors lo danno ancora fortemente in dubbio. Per il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, lo scenario è più complesso. Scrive il Giornale.

Di lui, entrato nel governo Monti con l’etichetta di uomo di Berlusconi (ironico, vero?) e ora nemico pubblico numero uno del Cavaliere, si parla da mesi come possibile candidato premier del blocco centrista. E lui continua ad auto candidarsi: “Non mi tirerò certo indietro”.

Poi ci sono una serie di ministri che, a detta di Cuomo, Bersani terrebbe a mente per la formazione del suo possibile futuro esecutivo. Tra loro Cuomo cita la titolare del Welfare, Elsa Fornero, il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e quello dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi. Più concreta invece la candidatura del ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, da sempre militante in area democratica.

E poi, scrive Cuomo, ci sono quelli che si defilano perché vanno incontro ad altri incarichi istituzionali di prestigio. Tra loro:

Vittorio Grilli (Economia) per il quale è pronta la poltrona in un’importante banca d’affari, a cui aveva rinunciato per entrare a Palazzo Chigi: Paola Severino (Giustizia) che non vede l’ora di tornare a occuparsi a tempo pieno del suo studio di avvocato; poi Filippo Patroni Griffi (Funzione Pubblica), Enzo Moavero Milanesi (Affari europei) Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento) messi fuori gioco dalla carta d’identità abbondantemente over 70.