“Sfigati”, “mammoni”, rivolta in Rete contro il Governo Monti fu sobrio

di Warsamè Dini Casali
Pubblicato il 7 Febbraio 2012 9:57 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2012 10:25

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri

ROMA – Cabaret Bocconi? Governo sull’orlo del bar (Ellekappa)? Il “pasto” fisso è un’illusione. Chi di battuta ferisce…Twitter, Facebook, veri capocomici collettivi guidano la rivolta verbale che rimbalza su tutti i quotidiani contro il governo fu sobrio colpito da sindrome acuta della battuta. Se anche la paciosa Anna Maria Cancellieri, giovane rassicurante signora di 69 anni ministro dell’Interno, si mette a dare dei “mammoni” indistintamente a tutti i giovani precari, quelle crepe nella comunicazione del governo devono aver aperto una breccia. Dove, non c’è giorno che qualcuno non muoia dalla voglia di riversare la sua incontinenza quotidiana: “sfigati”, “monotoni”, “illusi”.

E la Cancellieri non ha nemmeno l’alibi della contrapposizione muscolare, come pure tocca al ministro del Welfare Fornero, che per riparare alla gaffe di Monti discetta di “spalmature” di tutele come fossero Nutella e le scappa che “non si può dare l’illusione del posto fisso a vita”, immediatamente tradotto in Rete “il posto fisso è un’illusione”. Colpa della Rete che generalizza e semplifica? No, perché quello è un contenitore generico e semplificatore, lei è titolare di un dicastero dove si dovrebbero scegliere gli argomenti, selezionare gli strumenti, misurare le parole. Dove si padroneggia una tecnica politica. Non ci dovrebbe essere posto, fisso o flessibile, per attacchi nientemeno che generazionali, per raffiche a casaccio.

Altrimenti potrebbero, da Monti a Martone, da Cancellieri a Fornero, prender lezioni proprio sulla rete, dove quando si mira si mira giusto. Parliamo di posto fisso vicino a “mamma”. Bartleby Bologna su Twitter: «Ditelo al figlio di Bossi o ai parenti del rettore di Roma Frati”. Alessandro Robecchi, giornalista e scrittore, mette insieme un paio di “coincidenze”: nota che la Fornero, di Torino, ha un posto fisso, a Torino. Come il marito, Mario Deaglio, docente all’università, a Torino. “E come la figliola, associato di Medicina. Dove? All’Università di Torino: bravi, avete indovinato”. Poi aggiunge che “la figliola” di posti fissi “ne ha addirittura due”. Nella foto (che mostra le lacrime in tv), conclude Robecchi, “mamma Fornero piange pensando ai numerosi sacrifici che l’università di Torino ha dovuto affrontare per la sua famiglia”.

C’è chi, come Giorgio Cappozzo dimostra un sense of humor meno improvvisato dei ministri: “Il posto fisso vicino a mamma? E che vi devo dire? Liberalizzate pure quelle”. Damic4 ha il copyright del “pasto fisso è un’illusione”. Chi prova su Twitter a difendere Cancellieri è sommerso dagli insulti. Preoccupato il redivivo Franco Frattini del Pdl, che dice una cosa sensata e ineccepibile: “Quando si discutono le persone piuttosto che le idee si attivano meccanismi pericolosi già visti in passato”. E infatti come si fa a discutere il curriculum di Silvia Deaglio, figlia di Elsa Fornero, laurea, phd, Harvard che insegna Genetica a Torino, che dirige un centro di Immunogenetica a Torino, finanziato dalla Compagnia di San Paolo di Torino e dove la madre è stata vicepresidente. Si fa, si fa. Per rispetto dei 60 mila laureati che emigrano da sud verso nord, per i cervelli in fuga, per coloro che non sono cervelloni ma la valigia ce l’hanno sempre pronta sull’uscio. Il governo recuperi sobrietà e torni a discutere di idee e progetti, lasci stare i giudizi sulle persone. Tecnicamente, non faccia battute. Per un posto fisso al Bagaglino ci vuole il physique du role.