Cancellieri: “Tav madre di tutte le preoccupazioni”

Pubblicato il 14 Maggio 2012 13:57 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2012 17:37

Annamaria Cancellieri (Lapresse)

ALESSANDRIA – Secondo il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, “la Tav è la madre di tutte le preoccupazioni”. La titolare del Viminale parlando con i giornalisti ad Alessandria, ha aggiunto: “Lavoreremo anche per il Piemonte”. Salvo poi precisare che la mina anti-No Tav appena innescata non era “legata al rischio terrorismo, ma alle preoccupazioni relative alle opere da realizzare per l’alta velocità Torino-Lione, alle esigenze delle comunità locali e ai problemi di ordine pubblico”. E ai giornalisti che le chiedevano particolari su obiettivi sensibili e uomini che saranno messi in campo in chiave anti-terrorismo ha spiegato: “Abbiamo le idee chiarissime, ma il piano verrà deciso nel Comitato nazionale di giovedì quindi qualsiasi anticipazione non solo non sarebbe seria ma non sarebbe nemmeno supportata dalle analisi che stiamo facendo sul territorio”. Ma riguardo l’utilizzo di uomini dell’Esercito precisa, che non verrà impiegato “nessun militare in più di quelli che già ci sono”.

Le risponde il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. ”Le parole del ministro dell’Interno Cancellieri, che parla a proposito di terrorismo della Tav come della madre di tutte le preoccupazioni, sono vergognose: la Val di Susa non è un problema di ordine pubblico e nulla ha a che fare con il terrorismo”.  ”I No Tav – ha aggiunto – dicono da sempre ‘no’ ad ogni forma di violenza: il problema è la militarizzazione della valle, semmai. Serve una forte lotta dello Stato contro il terrorismo ma nessuna strumentalizzazione delle lotte sociali”.

Il capo della polizia Antonio Manganelli, da Caltanissetta, ribadisce: ”La stagione del terrorismo è chiusa e sarei molto cauto ad affermare il contrario”. “Ora c’è una rigurgito – spiega – che avevamo ampiamente previsto. Dobbiamo però gestire le tensioni sociali”.

A mandare un chiaro messaggio è anche il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Secondo Vietti, ha ragione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando dice che non bisogna sottovalutare “i rischi che possono conseguire da situazioni sociali indotte dalla crisi”. Al Salone del Libro di Torino, il vicepresidente del Csm ha detto: “Il rischio di tensioni esiste, ma le istituzioni sono ferme e salde, perfettamente in grado di dare risposte in termine di ordine e sicurezza”. “Se qualcuno scommette sulla debolezza dello Stato italiano- ha aggiunto – sappia che ha fatto una scommessa perdente. Nessuno si illuda che lo Stato abbassi la guardia e che si possano riprodurre scenari definitivamente consegnati al passato”.

Nel dibattito è intervenuto anche il segretario generale del Pd, Pierluigi Bersani, che avverte: “Bisogna stare molto attenti alle parole che si dicono perché non bisogna dare alibi”. Sui rischi di escalation del terrorismo: ”E’ un fenomeno da non sottovalutare, e lo diciamo da tempo – ha detto a Cuneo, a margine di un incontro elettorale – che può presentarsi in forme nuove, anche ‘molecolari’ ma non per questo meno aggressive e pericolose. Nel disagio sociale – ha aggiunto – ci sono formazioni che cercano l’acqua nella quale nuotare. Per questo mai in alcun modo, neanche con le parole, si deve dare una giustificazione alla violenza e ai fatti eversivi. Attenzione, perche’ sta girando troppo spesso una specie di senso comune, sia pure ai margini dell’opinione pubblica, che mi pare possa sottovalutare questo problema. Il rischio – ha concluso – è di risvegliarsi di colpo in un mare di guai”.

A Genova, il 14 maggio per dire no alla violenza dopo l’attentato a Roberto Adinolfi, i lavoratori di Ansaldo, hanno scioperato per due ore. E  proprio da Genova, a margine dell’assemblea dei quadri e delegati della Fillea, è arrivato anche il messaggio di Susanna Camusso. “Il terrorismo non è figlio del disagio sociale, il terrorismo strumentalizza il disagio sociale”. “Le tensioni sociali sono figlie della difficoltà economica, del lavoro che non c’è, di una mancata redistribuzione del reddito – ha detto la leader Cgil – ma il terrorismo non è figlio del disagio sociale e credo che su questo non ci possa essere nessun equivoco. Disagio sociale e terrorismo non vanno confusi: il terrorismo strumentalizza il disagio sociale, ma non è una risposta né gli si può dare questa giustificazione”.