Cannabis, Antonio Tajani: “Dallo spinello si arriva all’eroina”. La risposta sarcastica di Burioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Dicembre 2019 20:40 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2019 21:04
Cannabis, Antonio Tajani: "Dallo spinello si arriva all'eroina". La risposta sarcastica di Burioni

Antonio Tajani (foto ANSA)

ROMA – “Tutti coloro che fanno uso di droghe pesanti hanno iniziato facendosi una canna. Voi cosa ne pensate della sentenza della cassazione sulla coltivazione della cannabis a casa?”. E’ il tweet pubblicato da Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, dopo la sentenza della Cassazione sulla coltivazione di cannabis in casa. “La sentenza della Corte di Cassazione sulla ‘cannabis fai da te’ non mi è piaciuta – aggiunge Tajani in un video – soprattutto perché lancia un messaggio negativo ai giovani, come se fosse lecito e giusto farsi sempre una canna. In 25 anni di esperienza di volontariato in comunità di recupero di tossicodipendenti, parlando con genitori, giovani e meno giovani, ho saputo che tutti coloro che fanno uso di cocaina, di eroina, di acidi… hanno cominciato facendosi una canna”. “E’ ovvio che non tutti coloro che si fanno una canna poi fanno uso di altre sostanze – continua Tajani -, ma è molto pericoloso iniziare questo percorso, perché la cannabis fa male alla salute. Venticinque anni di esperienza mi spingono a mandare questo messaggio ai giovani che hanno l’età dei miei figli: è sbagliato usare la cannabis”.

Tra le repliche arriva quella del professor Roberto Burioni: “Tutti quelli che hanno infilzato il cognato con un serramanico hanno iniziato tagliando il filetto con un coltello da cucina. Cosa ne pensate della sentenza della cassazione sulla libera vendita dei coltelli da cucina?”. Pronta la risposta di Tajani: “Caro Professore, mi spiace che lei ironizzi su una verità incontrovertibile. E’ mai stato in una comunità di recupero per tossicodipendenti? Tutti le direbbero quello che ho detto io”.

Tajani discute anche con Luca Bizzarri. “La maggior parte degli alcolisti (che sono tanti, più dei drogati) hanno cominciato con un bicchiere di vino. Quando un invito a non bere vino? Quando una proposta per il divieto di coltivare le vigne?”, chiede Bizzarri. “Il problema – replica Tajani – è la dipendenza e la voglia di fuggire dalla realtà. Un bicchiere di vino non fa male a nessuno. E per quanto riguarda il fumo di sigarette ci sono norme molto severe per limitarne l’uso. Basta leggere cosa c’è scritto su ogni pacchetto di sigarette”.

Fonte: ADNKRONOS.