Cannabis libera? M5S “provoca” la Lega con due proposte di legge. Il ministro della Giustizia grillino chiude il discorso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2019 12:05 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2019 12:05
Cannabis libera? M5S "provoca" la Lega con due proposte di legge. Il ministro della Giustizia grillino chiude il discorso

Cannabis libera? M5S “provoca” la Lega con due proposte di legge. Il ministro della Giustizia grillino chiude il discorso

ROMA – No alla legalizzazione della cannabis: “Che io ricordi non è prevista nel contratto, e quindi ritengo che non si farà”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a ‘Circo Massimo’, su Radio Capital, parlando della proposta di legge, presentata dal senatore M5S Matteo Mantero, per permettere l’autocoltivazione della cannabis. Sulla medesima proposta si era anche pronunciato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: anche lui si era opposto, sottolineando che non è nel contratto di governo.

Il pronunciamento del Guardasigilli grillino sembra aver indirizzato la proposta su un binario morto. Ma la polemica ha aperto un altro fronte di dissenso fra alleati. “Ci sorprende che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni che altro”, si è lamentato infatti il ministro della Famiglia leghista Lorenzo Fontana. Quanto al M5s le proposte depositate arrivano dai senatori Matteo Mantero e Lello Ciampolillo. Il primo prevede la possibilità di coltivare fino a 3 piante in casa propria e di detenere fino a 15 grammi di sostanza a casa e 5 grammi fuori.

E sulla contrarietà della Lega argomenta: “Non tutti i rappresentanti della Lega sono così contrari, molti colleghi con cui ho parlato la pensano diversamente”. Ciampolillo ha invece depositato due diversi ddl che autorizzano la coltivazione di 4 piante: uno per uso terapeutico e l’altro ricreativo. “Il fiore di cannabis, al contrario di alcool e tabacco, non ha mai fatto del male a nessuno” scrive in un post e la sua proposta viene rilanciata anche dal blog di Beppe Grillo.