Caos procure, Luca Poniz eletto nuovo presidente dell’Anm dopo le dimissioni di Grasso

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2019 20:28 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2019 20:36
Anm, Luca Poniz nuovo presidente

Anm, Luca Poniz nuovo presidente

ROMA – E’ Luca Poniz di Area il nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati.  A lui spetterà l’ingrato compito di ricostruire la credibilità della categoria, travolta dal caso Palamara. Basta al “carrierismo” e alle “porte girevoli” tra magistratura e politica, ha detto nel suo discorso al parlamentino dell’Anm, dopo la sua elezione seguita alle dimissioni del predecessore Pasquale Grasso

Nella giunta uscente Poniz era il vicepresidente. La vicepresidenza e la segreteria dell’Associazione nazionale magistrati vanno ora a Unicost. Alessandra Salvadori è la vicepresidente mentre Giuliano Caputo è confermato segretario. Vicesegretario è Cesare Bonamartini, di Autonomia&Indipendenza. La corrente di Piercamillo Davigo entra dunque nella nuova giunta, con un rappresentante, mentre esce Magistratura indipendente. Era stata proprio la posizione assunta da Mi nella vicenda che ha coinvolto alcuni togati del Csm, che avrebbero preso parte a incontri con esponenti politici per discutere di nomine, a mettere in crisi la giunta del sindacato. La spaccatura si era creata per la richiesta della corrente ai consiglieri di tornare alle loro funzioni, a fronte della posizione assunta dall’Anm che invocava le dimissioni.

“La magistratura deve recuperare la fiducia dei colleghi e soprattutto dei cittadini. Questa è la nostra prima preoccupazione”, ha detto Poniz, indicando la strada della linea dura contro il carrierismo. ”Sono qui per rappresentare tutti. Darò voce a tutti i magistrati, soprattutto alla base. Sono interessato alla voce di tutti. Ci saranno tanti sfoghi comprensibili, non ho paura di ascoltare”, ha sottolineato Poniz che ha annunciato la proposta di porre limiti ai passaggi tra i due ruoli, di magistrati e politici.

Poi, riferendosi all’uscita di Magistratura indipendente dalla nuova giunta, si è detto “dispiaciuto perché abbiamo coltivato a lungo l’idea di una giunta unitaria. Non è un regolamento di conti. Dobbiamo avviare una riflessione politica su quanto accaduto. Quando sarà matura saremo felici di ridisegnare la giunta. Quella parte – ha sottolineato – ha diritto di avere voce in questa associazione che è la casa di tutti i magistrati”.

Pasquale Grasso aveva annunciato le sue dimissioni dalla presidenza, dopo la bufera scatenata dall’inchiesta di Perugia.”Vi ho ascoltato tutti. Vi comprendo e vi rispetto. Vi rispetto e vi ringrazio. Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me”, ha detto ai colleghi dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei vari gruppi. “Potrei osservare che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta. Vi ho ascoltato e compreso”, ha ribadito. “Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato, che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l’uomo morale dice no a sé stesso”, ha concluso citando Pasolini.

Le posizioni emerse dai vari gruppi hanno preso le distanze dal presidente, il cui comportamento è stato ritenuto troppo timido e non abbastanza netto, e da Magistratura indipendente, che Grasso ha lasciato nei giorni scorsi dopo che l’assemblea della corrente aveva chiesto ai togati del Csm autosospesi, ora dimissionari tranne uno, di tornare a svolgere la propria attività mentre l’Anm ne chiedeva con forza le dimissioni. (Fonte: Ansa)