Elezioni 2018, Ernesto Carbone: “Fermiamo la Destra, su diritti civili e sviluppo economico vuole riportarci indietro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2018 18:35 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 21:26

Roma – “I numeri non mentono mai. Vanno al di là della propaganda e ci dicono che il Paese ha avuto la crescita più alta da sette anni a questa parte. L’ennesimo segnale della forza delle riforme del Pd”.

Ne è convinto Ernesto Carbone, 43 anni, responsabile P.A., deputato e candidato in Emilia Romagna per il centrosinistra.

Carbone lei è candidato in quella che storicamente è la regione più rossa d’Italia: quanto può contare in Emilia il fatto che voi e Liberi e Uguali di Grasso corriate divisi?

“Alla fine non credo tanto, ma poi mi chiedo: perché qualcuno che si riconosce nei valori del riformismo democratico del centrosinistra vuole far vincere Salvini o Berlusconi? E, tornando ai numeri che non mentono mai, è un dato di fatto che ogni voto alla sinistra radicale in Emilia Romagna a livello nazionale si trasformerà in un seggio a Salvini e non al partito di Grasso e D’Alema. Del resto Liberi e Uguali non è per l’unità del centrosinistra, come ha certificato lo stesso Romano Prodi”. Non mente Carbone, i dati mostrano infatti come a complicare le cose per il Partito Democratico in Emilia sia proprio la presenza di Liberi e Uguali.

Lei sostiene che la crescita economica è dovuta alle riforme del Pd. Quali sarebbero secondo lei le principali?

“Ad esempio il rinnovo dei contratti statali con relativo aumento dei salari, che riguarda quasi due milioni di lavoratori. Tra questi, vorrei sottolineare che ci sono anche 450.000 appartenenti alle forze armate, di sicurezza e di polizia e 35.000 vigili del fuoco. Per quanto riguarda il comparto sicurezza inoltre, sono previste altre 5.149 nuove assunzioni tra le forze dell’ordine. Numeri importanti che, in linea con le politiche messe in campo dal ministro Minniti, danno più forza e sicurezza al Paese. Tornando alle riforme, noi abbiamo azzerato la tassa sulla prima casa, ridotto l’Irap e l’Ires, abolito Equitalia, introdotto gli 80 euro per 11 milioni di italiani, il bonus bebè di 960 euro l’anno per ogni nuovo nato per 3 anni, e i 500 euro per tutti i giovani che hanno compiuto 18 anni nel 2016. Ma anche l’Ape social e cioè, una pensione anticipata a costo zero, per i lavoratori in difficoltà come i cassaintegrati, i disoccupati e per chi svolge i lavori gravosi. Voglio citare anche il reddito di inclusione, una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale del quale secondo le stime beneficeranno più di 400 mila famiglie. Insomma tutte cose importanti per la ripresa economica, senza contare le battaglie di civiltà come quella sulle unioni civili, che non riguardano il PIL ma che hanno introdotto finalmente anche in Italia una protezione legislativa per le coppie di fatto”.

I Cinque Stelle e il caso Rimborsopoli, che idea si è fatto in merito?

“I grillini continuano a prendersi gioco degli italiani. Chi ha fatto finta di versare i rimborsi non è fuori dalle liste del Movimento 5 stelle né tantomeno lo sarà dalle aule parlamentari perché piazzati in posizioni eleggibili e apicali. Cecconi, Martelli e gli altri verranno rieletti grazie al Movimento e anche questo è un dato inconfutabile”.