Carceri. Pannella: “Il 41 Bis vieta ai detenuti di masturbarsi”

Pubblicato il 2 Luglio 2010 16:14 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2010 16:49

In carcere sotto regime di 41 Bis non ci si può neanche masturbare. Questa la preoccupazione di Marco Pannella che parlando all’Aquila delle libertà individuali, in merito al regime di detenzione, ha detto: “Proprio ieri abbiamo sentito il racconto di un ragazzo detenuto con questo regime al quale, come è stato documentato, è stato proibito persino di masturbarsi”.

Pannella è intervenuto anche in maniera critica sul sistema politico italiano. ”Il nostro piccolo Paese agricolo e marginale – ha spiegato ironicamente – riuscì a donare al mondo il fascismo, una vera e propria ‘peste italiana’ e oggi – ha aggiunto – rischiamo di esportare la nuova peste che è la partitocrazia, contro la democrazia. E’ qui – ha proseguito – che dobbiamo intervenire, agire e comprendere”.

”Oltre a quei delinquenti che la notte del sisma sghignazzavano, vi erano ambienti autorevoli che aspettavano occasioni di questo genere”. Parole dure, quelle del leader dei radicali, Marco Pannella, nel descrivere l’emergenza del terremoto del 6 aprile 2009 e la successiva gestione. ”Non voglio fare una distinzione – ha puntualizzato – tra maggioranza e opposizione ma dico che la proposta parte da ambienti autorevoli. Fra il ’92 e il ’97 – ha dichiarato – venne fuori la questione della Protezione civile Spa, una soluzione formale che abbiamo scongiurato nei mesi scorsi perchè – ha aggiunto – c’era da evitare un disegno ben preciso”.

Pannella ha parlato del tentativo ”di far sì che tutti i problemi relativi alla sicurezza del Paese, dagli eventi sportivi agli eventi sociali, fossero tutti gestiti dalla Protezione civile, nella necessità di togliere all’organizzazione dello Stato la gestione di settori fondamentali, quelli di una gravità certa e – ha detto poi – chi stabilisce la gravità è un elemento soggettivo”. Pur parlando di un intervento ”ammirevole nell’immediato”, Pannella ha paventato il rischio che ”la gestione degli eventi, la costruzione e la ricostruzione non debba appartenere agli organi preposti dalla Costituzione”.