Cardinal Bertone: “Serve nuova generazione di politici cattolici”

Pubblicato il 19 Febbraio 2010 19:53 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2010 1:10

Una nuova generazione di politici cattolici che assumano l’impegno «di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa».

È quanto auspicato dal segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone in un discorso rivolto oggi a Rimini ad una riunione dell’associazione Rete Italia.

«Il bene comune non è delegato allo Stato, il suo fondamento è nella dignità dell’uomo», ha detto ancora il cardinale.

Il segretario di Stato ha ricordato che il bene «non è solamente un obiettivo ma un modo d’essere» e ha aggiunto: «Come l’agire morale del singolo si realizza nel compiere il bene, così l’agire sociale giunge a pienezza realizzando il bene comune».

Citando Aristotele e Sant’Agostino, Bertone ha affermato che «il bene comune è il vivere retto e la comunione nella rettitudine». «Per la dottrina sociale della Chiesa – ha concluso – tutte le persone concorrono, con la propria rettitudine, al bene comune. Tutte sono chiamate a ricercare ciò che unisce rispetto a ciò che divide».

Cosa intendano per nuova generazione gli emergenti genovesi che stanno occupando  le posizioni di maggior potere in Vaticano e nella chiesa cattolica italiana lo dimostrano le scelte fastte negli ultimi tempi: devono essere giovani e bravi, come Marco Simeon, capo delle relazioni esterne della Rai, uomo di fiducia del vescovo di Genova, Angelo Bagnasco, poco importa se inquisiti e sotto processo, come il prof. Giuseppe Profiti , calabrese trapiantato a Genova, coinvolto nello scandalo di “mensopoli”. La prossima udienza del processo è il 12 marzo, ma della sua innocenza i cardinali italiani sono così certi da averlo nominato pochi giorni fa in uno dei consigli d’amministrazione più importanti e prestigiosi della cultura cattolica in Italia.

Per la serie: fate quello che dico ma non fate quello che faccio ovvero: predica bene ma razzola male.