Caso Bocchino, Carfagna pronta alle dimissioni, anche dal Pdl

Pubblicato il 19 Novembre 2010 17:06 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 20:09

La foto "incriminata" mostrata dal sito Dagospia

“Sono pronta a dimettermi”: il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha detto di essere pronta a rimettere il proprio mandato. Eventualmente, sostiene il ministro, anche dal Popolo della Libertà.

Carfagna starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’esecutivo ed il partito, all’indomani della votazione di fiducia al governo prevista per il 14 dicembre, a causa di insanabili contrasti con i vertici campani del partito e per ”l’incapacità” dei coordinatori nazionali del Pdl di affrontare i problemi interni al partito in Campania.

A quanto si apprende, alla base della scelta anche ”gli attacchi volgari e maligni” di esponenti del partito come Giancarlo Lehner, Alessandra Mussolini e Mario Pepe, riguardo ad una presunta vicinanza del ministro al presidente dei deputati Fli Italo Bocchino.

Lo sfogo con Berlusconi. Il ministro si sarebbe detta molto, molto arrabbiata ed amareggiata con i presidenti delle province di Salerno e di Napoli, Edmondo Cirielli e Luigi Cesaro, entrambi del Pdl, sulla vicenda dei rifiuti.

Carfagna ha chiamato anche Silvio Berlusconi, appena arrivato a Lisbona per partecipare al vertice Nato, per sfogarsi ed esprimere tutta la sua amarezza per gli attacchi dei suoi colleghi di partito. E precisa: ”Ho la coscienza a posto”.

Chi oggi pomeriggio la ha incontrata e ne ha raccolto lo sfogo la ha vista proprio stanca di ricevere attacchi personali da parte di colleghi di partito campani.”Ho la coscienza pulita, non ho nulla da rimproverarmi”, ribadisce a chi ha avuto modo oggi di parlarle.

Tutto sarebbe nato dalla vicenda dei termovalorizzatori. Carfagna voleva che i presidenti di Provincia fossero esautorati dalla gestione di questi impianti in Campania, ed ha proposto che fosse nominato un commissario, a scelta del governo; il presidente della Regione Stefano Caldoro, avrebbe riferito il ministro, sul tema la pensa come lei.

Per questa sua posizione, avrebbe spiegato il ministro delle pari opportunità, Cirielli e Cesaro la attaccano ogni giorno sul piano personale. E lei non ce la fa più. Una cosa, comunque, è certa: non andrà mai con un altro partito perché, ha rivendicato, lei è una persona seria. Di conseguenza, avrebbe precisato che qualora si dimettesse dal governo lascerebbe anche la Camera dei deputati: per dimostrare, avrebbe aggiunto, di essere una persona diversa da tutti gli altri. Nel pomeriggio è stata vista per diverso tempo al ministero della Difesa, nell’ala del Palazzo che ospita gli uffici del sottosegretario Guido Crosetto.

La risposta di Cirielli. ”Se le dichiarazioni attribuite a Mara Carfagna fossero vere io esprimerei il mio rammarico per la sua decisione di lasciare il posto da ministro. In un momento così difficile per il premier sarebbe opportuno smorzare le polemiche, serrare i ranghi e lasciar perdere le amarezze personali come ho fatto io ieri, dopo aver sentito il premier”.

Il presidente della provincia di Salerno e deputato del Pdl Edmondo Cirielli commenta così, conversando con l’Ansa, la notizia secondo la quale il ministro per le Pari Opportunità avrebbe deciso, anche per le discussioni avute con lui, di lasciare governo e partito.

”Rispetto al mio ruolo sul termovalorizzatore – precisa subito Cirielli – è stato cristallino: a fine gennaio ho ricevuto incarico da una legge del Parlamento di fare la gara, cosa che ho fatto regolarmente in tempi record a differenza di chi mi ha preceduto, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno”.

”Io ho la coscienza a posto – aggiunge il presidente della provincia – ho fatto il mio dovere e l’esito di questa gara dimostrerà il buon lavoro fatto dall’ente provincia perché si apprestano a partecipare tante imprese straniere visto che è una gara straniera. A differenza delle due precedenti volte che invece sono andate, una deserta, e l’altra con un unico partecipante”.

Per quanto riguarda poi il presidente della regione Campania, Cirielli osserva: ”Prima pubblicamente e poi per telefono, Caldoro ha confermato la piena fiducia per il mio operato anche perché chi ha predisposto tutto il lavoro sul termovalorizzatore a Salerno non sono stato io, ma l’assessore all’Ambiente Giovanni Romani, apprezzatissimo anche dalle associazioni ambientaliste come Legambiente e WWF, non certamente note per simpatia verso la destra”

La reazione di Bocchino. ”Non è argomento che ci riguarda. E’ una questione del Pdl, noi siamo un altro partito”. Il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla possibile uscita del ministro Mara Carfagna dal Governo e dal Pdl.

Bocchino è in tour nelle Marche, ed ad Ancona ha inaugurato la sede di Futuro e Libertà.

La replica di Mussolini. ”Se vuole drammatizzare la situazione faccia pure. E non è che io sia favorevole o contraria alle dimissioni. Dico solo che è allucinante questo esito di una situazione politica grottesca”. Così la deputata del Pdl Alessandra Mussolini accoglie la notizia dell’intenzione del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna di rassegnare le dimissioni dall’incarico di governo e dal partito.

”Mi auguro che questo non sia un caso psichiatrico”, esordisce con fare divertito Mussolini. Poi entra nel merito della questione. Proprio gli attacchi della presidente della commissione per l’Infanzia, infatti, sarebbero tra le ragioni all’origine del ministro di lasciare l’incarico.

”Non è che noi teniamo una linea e lei può fare quello che vuole”, taglia corto Mussolini. Poi spiega: ”Noi tutti deputati campani abbiamo preso posizione contro di lei sulla questione del termovalorizzatore di Salerno, che lei voleva affidare a De Luca (il sindaco di Salerno, ndr), che ha già fatto il commissario senza risolvere nulla”.

”E poi – prosegue – c’è l’amicizia con Italo Bocchino. L’amicizia personale sta bene a tutti e non ce ne interessa niente. Perché quello che a noi interessa è il condizionamento sul territorio quantomeno ambiguo che un ministro del governo Berlusconi sta cercando di esercitare in un momento difficile, avendo rapporti di amicizia politica con un nostro avversario che tra l’altro è molto sbracato”. ”Qui non si capisce più niente – conclude la deputata napoletana – Ora Carfagna fa la scena madre: avrà i suoi problemi che a noi non interessano”.

L’accusa di Pepe. ”La cosa che ha indignato i deputati del Pdl è che dopo che Mara Carfagna aveva rimproverato Bocchino per le parole diffamatorie nei confronti di Berlusconi, si è scoperto che il rapporto intimo e di amicizia tra lei e Bocchino è continuato, e invece lei avrebbe dovuto troncarlo per rispetto a tutto quello che Berlusconi ha fatto per lei. Su quello c’è stata una indignazione generale dei deputati”. Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pdl Mario Pepe, le cui dichiarazioni starebbero alla base delle possibili dimissioni da ministro e dal Pdl di Mara Carfagna.

”Mi auguro che Mara Carfagna smentisca questa notizia – spiega Pepe – perché i contrasti con lei risalgono a quando tre anni fa ero coordinatore di Forza Italia a Salerno. Da quel momento non ci siamo più rivolti la parola né ho fatto dichiarazioni pubbliche contro di lei. Non vorrei che questa mia chiamata in causa fosse strumentale ad indebolire il governo in questo momento difficile”.

”E’ veramente una chiamata pretestuosa che mi auguro voglia chiarire. Se non arrivano le sue scuse – conclude – io darò mandato ai miei avvocati di denunciarla per diffamazione e calunnia”.

La difesa di Mariastella Gelmini. ”Sono prive di fondamento le notizie legate ad una uscita del ministro Carfagna dal Governo e dal Pdl”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, spiegando in una dichiarazione che ”Mara Carfagna è un ottimo ministro e la sua lealtà nei confronti del presidente Berlusconi non può essere messa in discussione, come ha anche sottolineato in questi giorni il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini. I continui attacchi che il ministro Carfagna ha subito sono ingiustificati e dannosi per tutto il governo. Basta con il fuoco amico. Questo è il momento in cui invece è necessaria l’unità del partito attorno al presidente Berlusconi”.