Carlo Aveta, ex Msi in lista con De Luca. “Su Mussolini manca serenità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2015 12:48 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 12:48
Carlo Aveta, ex Msi in lista con De Luca. "Su Mussolini manca serenità"

Carlo Aveta, ex Msi in lista con De Luca. “Su Mussolini manca serenità” (Foto Facebook)

ROMA – “Su Mussolini manca serenità”, dice Carlo Aveta. Lui è un ex Msi che sul suo profilo Facebook mostra con orgoglio il pellegrinaggio alla tomba del duce Benito Mussolini. Ma Carlo Aveta è anche uno dei politici in lista col centrosinistra guidato da Vicenzo De Luca, ex sindaco di Salerno del Pd ora candidato alla regione Campania.

Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera scrive che De Lyca ha candidato Aveta nella lista sostenuta da Ciriaco De Mita.  A chi accusa Aveta di essere fascista, lui replica:

“Ma quale fascista. Io cerco solo di applicare la moralità nella politica: ho rinunciato al vitalizio prima dei grillini», minimizza l’ex consigliere regionale di centrodestra. E sulla foto di Predappio ironizza: «Evidentemente non ne hanno trovate né con i trans, né con le mazzette…».

Ma sulla tomba del duce c’è andato. Ammette: «Più di una volta. Mia mamma abita a Firenze e quando la vado a trovare mi allungo un po’». Già. Giusto un po’: 200 km di autostrada o 100 di curve appenniniche un po’ sterrate. «Due ore, che vuole che sia? E comunque ci vanno 500 mila persone l’anno», minimizza. Non tutti però ci tornano.

Il dubbio del perché lui lo faccia resta. Dica la verità c’entrano i suoi trascorsi? «Beh. Mi sono iscritto a 17 anni all’Msi. Poi sono stato in An finché non è stata sciolta. Ora sono meno forcaiolo. Ma, dico io, dopo quasi 100 anni possiamo parlare con un po’ più di serenità di Mussolini?» Per dire, cosa? «Tra il ‘22 e il ‘36, e sottolineo il ‘36, Mussolini fece la sanità e la previdenza pubblica, le opere pubbliche e le partecipazioni statali che ci hanno copiato in tutto il mondo. Un periodo che dette lustro all’Italia. Il dopo lo cancello: le leggi razziali, l’innamoramento del pazzo, la guerra»”.

Alle accuse di Storace, che lo ha definito un “voltagabbana”, l’ex Msi replica duramente:

“«È lui che mi ha cacciato per aver detto che De Luca era stato un ottimo sindaco. Roba da regime». Nessun imbarazzo a correre con il Pd: «Il centrodestra è una fogna. Caldoro è un ignavo, Cesaro detto Giggino a Purpetta è imbarazzante perché non coniuga nemmeno i congiuntivi (sul web è più noto di Totò). A Salerno la Carfagna ha fatto più danni della grandine. Anche gli elettori che prima votavano Berlusconi due su tre non lo voteranno. Che sono tutti voltagabbana? No. Servono uomini del fare. Basta giocare con comunisti e fascisti. Da due anni votano insieme su Mare Nostrum, F35, unioni civili». Ma suo figlio l’ha chiamato anche Benito. Il Duce c’entra o no? «Un pochito. Un pochito mas»”.