Carlo Cottarelli e la spending review: 10mld di spesa da tagliare, ma dove?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2013 9:17 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2013 10:53
Carlo Cottarellli e la spending review: 10mld di spesa da tagliare, ma dove?

Carlo Cottarelli (Foto LaPresse)

ROMA – Tagliare 10 miliardi di euro di spesa. Questo l’ingrato compito di Carlo Cottarelli, che da vice presidente dell’Fmi è stato nominato commissario della spending review. Cottarelli dal 23 ottobre inizia la sua missione e i dettagli su come e dove andrà a tagliare la spesa pubblica saranno resi noti il 13 novembre. Intanto l’Italia raggiunge il nuovo record del debito, che arriva al 133,3% del Pil, secondo i dati Eurostat.

Alessandro Barbera su La Stampa fa i conti:

“Lo Stato italiano quest’anno è costato 807 miliardi, l’anno prossimo il conto salirà a 812, nel 2017 a 854. Da ieri Carlo Cottarelli ha il compito di mettere sotto controllo una spesa che tuttora vale metà di quel che produce l’intera economia. La spesa per interessi sul debito (ieri Eurostat ha certificato un nuovo record al 133,3%) quest’anno vale 83 miliardi. Pensioni e sanità assorbono più di metà delle risorse, rispettivamente 255 e 111 miliardi. Nella spesa sanitaria ci sono margini per risparmiare (soprattutto sugli acquisti) ma la sfida è nell’altra metà del cielo, il costo della macchina pubblica.

Il commissario Cottarelli ha poi espresso la volontà di incontrare l’ex ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, piuttosto che il predecessore Enrico Bondi, e il motivo è l’analisi dell’ex ministro sulle inefficienze da tagliare:

“Un’analisi che somiglia alla mappatura di un grande fiume, uno studio che cerca di spiegare come aggredire una spesa che dal centro alla periferia produce troppo spesso sovrapposizioni e inefficienze. A titolo di esempio – ma la scelta degli esempi non è mai per caso – i primi capitoli del rapporto analizzano la spesa di Arma dei Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Capitanerie di porto. Ebbene, Giarda è giunto alla conclusione che le spese di queste quattro strutture «sono significativamente più elevate, a parità di condizioni, nelle Province o nelle Regioni di minori dimensioni demografiche»”.

Secondo il rapporto di Giarda basta “poco” per risparmiare:

“basti dire che Polizia e Carabinieri costano rispettivamente 6,7 e 7,2 miliardi l’anno. Stessa cosa dicasi per le Prefetture o i cosiddetti trasferimenti alle imprese: trenta miliardi equamente divisi fra Stato ed enti locali, almeno cinque dei quali destinati alle Ferrovie e solo in minima parte alle imprese private. O ancora le famigerate Province: il solo dimezzamento – non la loro completa abolizione – vale tra i 370 e i 535 milioni di euro l’anno”.

L’ex ministro era convinto che almeno 100 miliardi di euro nella spesa pubblica erano “potenzialmente aggredibbili”:

“La legge di Stabilità si pone l’obiettivo entro il 2017 di ridurre la spesa di 10 miliardi, pena il taglio degli sconti fiscali alle famiglie. È lo stesso obiettivo che Bondi si era posto per quest’anno, salvo dover lasciare il lavoro a metà. È probabile che Cottarelli si prefigga nel medio periodo un obiettivo simile”.