Carlo Giovanardi: “L’Emilia Romagna è da sempre estremista”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2019 21:18 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2019 21:18
Carlo Giovanardi, Ansa

Carlo Giovanardi (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Intervistato da Radio Cusano, Carlo Giovanardi parla delle prossime elezioni in Emilia Romagna:

“L’Emilia Romagna dopo la 1° guerra mondiale si convertì al fascismo, poi è diventata estremista di sinistra. All’Emilia Romagna è sempre mancata la componente democristiana-liberale. In Emilia c’è un’economia solidissima e gli imprenditori hanno sempre detto di votare a sinistra, non mettendo mai in discussione il potere della sinistra. I pochi che si mettevano in contrasto con il partito avevano i loro guai. In una Regione che esporta e vive con l’Europa e col mondo, non è mica detto che questo formidabile apparato voglia correre delle avventure. Bonaccini è un solido amministratore, la candidata della Lega è tutta da misurare come capacità amministrativa. Alcune uscite se le poteva risparmiare, come quella dei confini dell’Emilia e il fatto che non legge libri. Bisognerà vedere se questa candidata oltre all’appoggio dei sovranisti, avrà anche l’appoggio della componente moderata democristiana. La grande massa di chi votava democristiano non andrà col Pd, andrà col M5S o con la Lega. A Modena e Reggio Emilia sulla carta il centrodestra avrebbe dovuto vincere, guardando anche i risultati delle Europee, invece il Pd ha vinto al primo turno. Quel mix di fattori che ho indicato prima è rassicurante per la sinistra”.

Capitolo plastic tax. “Leggo gli articoli di Franco Battaglia quando prende in giro questi sprovveduti che non considerano mai che determinati provvedimenti fanno più danni che altro. In una Regione così solida dal punto di vista imprenditoriale non puoi produrre ricette come karakiri”.

Fine della DC? “Sono inferocito perché quando ho visto le avventure del figlio di Grillo in Sardegna e Toscana, sono andato a vedermi le biografie di tutti i presidenti della Repubblica e del Consiglio ai tempi del pentapartito e ho trovato famiglie normali, famiglie modello. Grillo invece è riuscito a convincere che la nostra storia sia di criminali e la loro storia di persone oneste. Chi è che ha convinto che De Gasperi, Moro erano peggio di questi?”.