Regionali Lazio, Picozza: “Ascoltare tutte le categorie per tutelare al meglio la salute del paziente”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2018 12:58 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 12:59
Picozza: "Regione ascolti tutte le categorie per tutelare salute del paziente"

Carlo Picozza

ROMA – “La Regione deve saper ascoltare e implementare le conoscenze e il know-how di tutti e di ognuno perché ogni persona o soggetto collettivo può offrire la propria parte nel determinare il migliore risultato atteso” spiega Carlo Picozza, capolista della Lista Civica Zingaretti Presidente.

“Siamo pronti ad accettare questo impegno nel concorrere insieme per realizzare prestazioni e obiettivi, che tutelino meglio la salute degli assistiti” specifica il giornalista.

“Facciamo il pieno di tutti i profili professionali a disposizione, rimettendo al centro il paziente per finalizzare l’azione verso il fabbisogno di salute di chi è malato. Ben venga la sollecitazione a una maggiore efficienza che arriva dai tecnici di radiologia soprattutto per quel che riguarda le prestazioni a domicilio” precisa Picozza.

Da parte loro i tecnici del settore sanitario segnalano tre problemi che vorrebbero vedere risolti nella loro prassi lavorativa. “Il primo punto è avere un tavolo delle professioni per dare un nostro contributo alla regione” spiega a Blitz Quotidiano Claudio Dal Pont, presidente dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e dei tecnici nella loro interezza, dei fisioterapisti e degli assistenti sanitari. Un tavolo in cui poter discutere anche di problemi pratici:

“Sono dell’idea che il medico abbia una peculiarità diagnostico-terapeutica, il poter proporre l’acquisto di attrezzature radiologiche spetterebbe a un tecnico, ovvero a colui che ‘guida la macchina’, in collaborazione con la figura medica” sottolinea Dal Pont.

“Il secondo punto – continua il presidente dell’Ordine – è quello di avere una radiologia domiciliare come servizio pubblico, ovvero la possibilità di andare direttamente a casa delle persone che devono fare gli esami. Penso agli anziani, considerando che noi italiani stiamo diventando sempre meno giovani, ma anche ai rifugiati, agli extracomunitari. C’è inoltre una migliore accettazione dell’esame se chi lo fa rimane nella sua abitazione”.

“La radiologia domiciliare è il punto focale, più importante – aggiunge Sergio Borrelli, fino a un mese fa vice presidente della Federazione Nazionale dei Tecnici Sanitari – Oggi la tecnologia ci pone delle condizioni di poter andare a casa del paziente con pochi mezzi, fare una radiografia e farla vedere in tempo reale al medico radiologo, che può anche dare il referto in tempo reale”.

Quanto al terzo punto, conclude Dal Pont, “vorremmo avere del nostro personale nelle breast unit, organizzazioni che gestiscono gli screening mammografici, ma anche quelli cervice uterina e del colon retto. Oggi ci sono medici radiologi, senologi, psicologi, tranne la persona che magari una donna si trova davanti quando va a fare una mammografia”.