Carniti: “Riforma del lavoro? I sindacati obbediscono ai partiti”

Pubblicato il 5 Aprile 2012 9:19 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2012 9:41

ROMA – Quella sul mercato del lavoro ''non e' una riforma, e' un aggiustamento, sono tagli a stipendi e diritti. Si parla di svolta storica. Non esageriamo''. Cosi' lo storico sindacalista Pierre Carniti, che in un'intervista a Repubblica punta il dito contro le divisioni e la debolezza del sindacato e denuncia ''lo strano caso di un Paese in cui la trattativa sul mercato dei lavoro la fanno i partiti che poi comunicano l'esito ai sindacati''.

''Certamente la novita' di questa storia e' che i partiti hanno finito per sostituirsi ai sindacati nella contrattazione'', rimarca Carniti Entrando nel merito della riforma, a non convincere l'ex leader della Cisl e' innanzitutto il fatto che ''cosi' non si riduce la disoccupazione giovanile, il primo e piu' grave problema. Aver allungato l'eta' pensionabile – osserva – ha bloccato 100 mila posti di lavoro per i giovani. Una volta compiuto quello che io considero un errore, il resto e' venuto di conseguenza e ci si e' avvitati per settimane sulla questione dell'articolo 18''.