Carola Rackete, Salvini contro i magistrati: “Mi vergogno per loro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2019 21:40 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2019 22:09
Carola Rackete, Salvini contro i magistrati: "Mi vergogno per loro"

Carola Rackete, Salvini contro i magistrati: “Mi vergogno per loro” (Foto Facebook)

ROMA – Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini attacca i magistrati che hanno seguito il caso di Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 arrestata a Lampedusa, il cui fermo non è stato convalidato. 

Non solo: il leader leghista ha anche attaccato l’indipendenza della magistratura: “Quanto è urgente la riforma della giustizia, cambiare i criteri di assunzione, selezione e promozione di chi amministra la giustizia in Italia”.

“Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia? – si sfoga il leader della Lega nella diretta Facebook – Mi vergogno di chi permette che in questo Paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice”. 

“Sapevo – ha affermato Salvini nella diretta Facebook – che ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe provato a negare l’evidenza e fatto quello che i professoroni o politici come Macron e Merkel volevano, cioè liberare quella povera donna che ha solo provato ad ammazzare cinque militari italiani. Magari le diamo anche una medaglia. Come avrebbero trattato una delinquente del genere in Germania, negli Usa o in Francia? Ma in Italia ci sono i buonisti, i pacifisti. Ora quanti criminali si sentiranno legittimati a fregarsene delle richieste delle forze dell’ordine. L’ha fatto per salvare vite? Cazzate, sono complici dei trafficanti di esseri umani”.

“Permettetemi lo sfogo – ha aggiunto – sono arrabbiato e indignato, lo faccio a nome dei militari italiani che ogni giorno rischiano la vita e meritano rispetto, non sentenze vergognose che liberano i delinquenti”. “Tramite il prefetto – ha proseguito il ministro – mi sono subito adoperato per l’accompagnamento coatto della signorina sul primo aereo verso la Germania. Anche qui serve l’autorizzazione del giudice che ha 48 ore per valutare. Vediamo se almeno questo ci sarà concesso o se tutti possono fare tutto, anarchia, alè”. “Chi attenta alla vita di militari in servizio – ha sottolineato – va in galera in un Paese normale. Confido che ci sarà un giudice che dirà basta. Mi auguro che stanotte quel giudice ripensi a quello che ha fatto e andando a letto pensi a quei cinque ragazzi che hanno rischiato la vita. Il posto di quella signorina sarebbe stato la galera; che almeno ci permettano di rispedirla su un aereo diretto a Berlino”. 

“Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale”. Carola Rackete, spiega Salvini, “tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi. L’Italia ha rialzato la testa: siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia. La pacchia è finita”. (Fonti: Ansa, Facebook)