Sicilia, la giovane Pdl esclusa dal listino: “Perché Nicole Minetti sì e io no?”

Pubblicato il 2 ottobre 2012 9:41 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 9:42

Carolina Varchi

ROMA – Carolina Varchi, 28 anni, laureata in legge, pratica forense in corso, era quasi certa di entrare nel listino bloccato siciliano. Una lunga militanza nel Pdl, fin da ragazzina, vicepresidente di Giovane Italia, il movimento giovanile dei berlusconiani. “La numero tre, dietro ad Annagrazia Calabria e a Marco Perissa”. Insomma, un curriculum di studi e di lavoro, ma anche politico, robusto. Eppure Carolina è stata “segata” all’ultimo: nel listino delle prossime elezioni regionali siciliane il suo nome non c’è. E ora sulle colonne del Corriere della Sera chiede perché “Nicole Minetti sì e io no”. Dopo la Minetti, Batman e le feste in costume da maiali, forse pecca di ingenuità Carolina quando chiede: “Qualcuno deve spiegarmi perché la Minetti può essere candidata al Consiglio regionale della Lombardia e io, che ho studiato, mi sono laureata, che ho un lavoro mio e che faccio politica da sempre, che mi pago i biglietti dei treni per andare a fare iniziative, devo restare fuori dalle liste siciliane: come si valuta una candidata nel Popolo della libertà? Alfano può gentilmente darmi una spiegazione?”.

Ecco la sua storia raccontata al Corriere:

“In Sicilia, il prossimo 28 ottobre, si vota per il rinnovo del Consiglio regionale. Poiché pagarsi la campagna elettorale per un giovane è spesso impossibile, è abitudine dei partiti valorizzare i propri giovani migliori inserendoli nei cosiddetti listini bloccati, quei listini che ti garantiscono l’elezione in caso di vittoria del tuo schieramento. E a me, ecco, avevano assicurato un posto nel listino di Nello Musumeci, il candidato a governare l’isola indicato da La Destra di Storace e appoggiato anche dal Pdl, da Pid e da Alleanza di centro”.

Ma all’ultimo il suo nome nella lista non c’è. Al posto suo e di un altro ecco due nomi di donne:  Tiziana D’Anna e Cettina Spataro. Carolina continua:

“Beh, vede: il mio referente politico, nel Pdl, è Gianni Alemanno… e io, ecco, io pago anche e soprattutto il regolamento di conti in atto a livello nazionale… Pago il tentativo di ridimensionare gli ex An… C’è un progetto preciso, inutile girarci intorno. Ed è così preciso, così studiato a tavolino da procedere senza imbarazzi anche nei giorni in cui si scopre che il capogruppo del Pdl nel Lazio è un tipo che si fa chiamare Batman, con altri consiglieri che organizzano baccanali travestendosi da Ulisse, in un turbine di sprechi e champagne…”. Lei dice che… “Io dico che, almeno davanti a realtà tragiche come quelle scoperte nel Lazio, un partito serio avrebbe dovuto dire: no, scusate, adesso le liste in Sicilia, che sono il primo appuntamento elettorale, cominciamo a farle seguendo logiche meritocratiche, dando spazio a facce pulite, a giovani che magari un bel lavoro già ce l’hanno, e che se si mettono a fare politica è solo per passione, e non per guadagnare facilmente”.