Carrega Ligure, 3 liste e 29 candidati: ma nel paese vivono 84 persone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 23:16 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 23:16
Carrega Ligure, 3 liste e 29 candidati: ma nel paese vivono 84 persone

Carrega Ligure, 3 liste e 29 candidati: ma nel paese vivono 84 persone

CARREGA LIGURE (ALESSANDRIA) – A Carrega Ligure in provincia di Alessandria vivono ottantaquattro abitanti. Domenica, in questo paese al confine con l’Emilia Romagna si andrà al voto. Le liste dei candidati sono tre, con un totale di ventinove candidati. Praticamente un candidato ogni due abitanti e mezzo. Irene Navaro racconta la storia del paese con “un candidato ogni due abitanti e mezzo” su La Stampa:

” Ottantaquattro abitanti all’anagrafe, al 31 dicembre 2014. «Ce ne sono di più in un palazzo a Genova», fa notare il sindaco uscente Guido Gozzano. Ma in un palazzo basta scegliere un amministratore, per alzata di mano. A Carrega Ligure, invece, si fanno le elezioni, che si terranno domenica 31. Gozzano, programmatore, 60 anni appena compiuti, dopo dieci anni di «volontariato» come primo cittadino, si candida per il terzo mandato. «Dopo dieci anni da sindaco spero di farne cinque di dignitosa opposizione», confessa. Il giovane contendente per la poltrona è Marco Guerrini, 30 anni da compiere, laureato con lode alla facoltà di Architettura di Genova con una tesi sul recupero dei centri rurali. C’è una terza lista, guidata da Tiziana Servadio, che va in villeggiatura da una vita a Maggioncalda, una delle frazioni del paese. Lei però non ci tiene neppure ad essere nominata. Il vero rischio è il quorum «Se non fossimo riusciti a mettere insieme almeno due liste, il paese sarebbe stato commissariato», spiega Guerrini. Poi anche Gozzano, sul filo del rasoio, è riuscito a mettere insieme nove nomi e ha riproposto la sua candidatura. «Una democrazia sana funziona così – dice – ci deve essere una maggioranza e una opposizione». In totale, nelle tre liste, ci sono ventinove candidati. Praticamente un candidato ogni due abitanti e mezzo. Il vero rischio, però, è il quorum. Gli aventi diritto al voto sono 76, più 244 iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero. «E’ un peccato leggere ad ogni consultazione elettorale che l’affluenza alle urne è una delle più basse della provincia, attorno al 12%. I residenti partecipano sempre numerosi. Ma, ovviamente, chi abita all’estero non viene fin quassù», dice Guerrini. L’emorragia di abitanti a partire dalla fine degli anni Sessanta è la vera “piaga” che Carrega ha dovuto affrontare e che ha portato il sindaco Gozzano a lanciare la campagna delle case a un euro nel 2007″.

La proposta di accorpare i comuni dell’alta valle «Quella era stata un po’ una provocazione. Se devo guardare al risultato, è anche il mio più grande fallimento. Per questioni burocratiche non siamo riusciti a concludere l’operazione. Però ha portato all’attenzione degli enti superiori il nostro dramma, quello di uno spopolamento progressivo, di un patrimonio abitativo importante in stato di abbandono». Le richieste per “adottare” una casa al prezzo di un euro non erano mancate. Ne erano arrivate diverse centinaia. Ma non è stato possibile rintracciare i proprietari, frazionati e residenti, in alcuni casi, Oltreoceano. Sempre Gozzano, che non disdegna i messaggi forti, aveva anche proposto un accorpamento tra i comuni dell’alta valle. «Probabilmente non ci si arriverà mai a fare un unico comune ma è evidente che una riorganizzazione va fatta». Secondo Guerrini, invece, è importante mantenere la municipalità, «come presidio sul territorio». I programmi elettorali puntano alla sopravvivenza: il bilancio se lo “mangia” di fatto la manutenzione delle strade in un centro composto da 19 frazioni, tre delle quali completamente disabitate e molte abitate solo in estate. Da qualche anno, poi, si è trasferita una famiglia che gestisce un agriturismo e che ha portato due bambini in età scolare. «Cerchiamo di dargli una mano contribuendo alle spese di trasporto», dice Gozzano. Il futuro non è obiettivamente in un ripopolamento del paese, troppo distante dai servizi. «Le risorse restano le persone, chi ci abita tutto l’anno e chi sceglie di tornare qui ogni estate», aggiunge Guerrini”.