Casaleggio, l’ex M5S Favia condannato: “Rapporti poco chiari con Beppe Grillo”, fu diffamazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2019 8:55 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2019 8:55
Casaleggio, l'ex M5S Favia condannato: "Rapporti poco chiari con Beppe Grillo", fu diffamazione

Casaleggio, l’ex M5S Favia condannato: “Rapporti poco chiari con Beppe Grillo”, fu diffamazione

ROMA – Il giudice monocratico di Roma ha condannato a una pena pecuniaria di 500 euro, l’ex consigliere regionale M5S dell’Emilia Romagna, Giovanni Favia accusato di diffamazione dopo alcune affermazioni fatte nel 2014. Favia aveva definito come poco chiari i rapporti economici tra il blog di Grillo e la Casaleggio Associati. Alla luce di questa affermazione Gianroberto Casaleggio lo aveva querelato, in quanto titolare della società.

Per l’imputato, il Pm aveva sollecitato una condanna a sei mesi di reclusione. Il giudice ha anche disposto una provvisionale di 10mila euro in favore della Casaleggio Associati e di 5mila euro in favore di Davide Casaleggio. “E’ una vergogna – ha commentato Favia – prenderò tutte le strade per segnalare questa vergogna. Io mi sono limitato a raccontare solo fatti”.

Il processo aveva raccolto la testimonianza di Beppe Grillo: “Non ero a conoscenza del flusso di denaro” legato al sito beppegrillo.it, “non sapevo e non volevo sapere i numeri perché mi fidavo di Gianroberto Casaleggio. Mai parlato di soldi con lui con il quale c’era un rapporto di onestà, trasparenza e amicizia: ci eravamo messi assieme per migliorare questo Paese e non per guadagnare soldi”.

Il comico ha aggiunto che “la Casaleggio Associati gestiva il sito e faceva anche la contabilità. Il fatto che girassero milioni di euro è una palla messa in giro da questi individui qua che hanno infangato persone perbene che ora non ci sono più. Non circolavano soldi, era solo un blog per fare controinformazione. Non c’era fatturato dal blog. Io in 4-5 anni avrò percepito 20-30mila euro, ma servivano per sostenere il server e pagare gli stipendi alle persone che ci lavoravano”, ha concluso Grillo.