Casaleggio-Philip Morris, Fratelli d’Italia ora parla di conflitto di interessi ma allora votò l’emendamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2020 12:53 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2020 14:10
Casaleggio-Philip Morris, la vera storia dell'emendamento su accise e-cig: M5s non l'ha votato...

Casaleggio-Philip Morris, la vera storia dell’emendamento su accise e-cig: M5s non l’ha votato… (nella foto Ansa, Davide Casaleggio)

Il caso Casaleggio – Philip Morris è arrivato in tribunale. Ci è finito “spinto” dall’onda mediatica partita da alcuni articoli di giornale. La Procura di Milano indagherà sul finanziamento che sarebbe stato versato dalla multinazionale del tabacco alla Casaleggio Associati. Indagine praticamente obbligata in casi come questo. Ma è interessante notare che chi (come Fratelli d’Italia) ora accusa M5s di conflitto di interessi, all’epoca ha votato a favore di quell’emendamento (anche se non nella versione originale) che oggi agita come prova del conflitto di interessi. 

Ma andiamo con ordine. Le cronache dicono che Philip Morris avrebbe versato circa 2 milioni di euro alla Casaleggio Associati in consulenze. Dal 2017 in poi. Nel Decreto fiscale del 2018 c’è un emendamento che abbassa le accise sulle sigarette elettroniche. Nel 2018 al governo c’erano M5s e Lega (era il primo Governo Conte).

E ora Giorgia Meloni fa questo sillogismo: Philip Morris paga Casaleggio, governo con M5s approva legge a favore delle sigarette elettroniche. Ergo, M5s ha agito per conto del “papà” putativo.

Casaleggio e Philip Morris: la storia dell’emendamento al Decreto Fiscale

Sarebbe tutto anche logico, se non fosse che l’approvazione dell’emendamento non è andata proprio così. L’emendamento 8.0.1. era stato proposto dai senatori leghisti Montani, Saviane e Romeo in Commissione Finanze. E all’epoca M5s e Lega erano alleati, quindi il ragionamento ancora regge.

Poi però l’emendamento viene assorbito nel maxi emendamento della legge di Bilancio. L’emendamento viene in prima battuta votato in commissione Finanze al Senato. E qui Fratelli d’Italia vota a favore. (sul sito del Senato l’esito della votazione). M5s aveva dichiarato la propria contrarietà ma alla fine votò a favore, probabilmente per non far cadere il governo. L’emendamento poi passa in Senato e viene posta la questione di fiducia. A questo punto Fratelli d’Italia non può votare la fiducia a un governo cui sta facendo opposizione. Fiducia che comunque passa, coi voti di M5s e Lega. E con la fiducia passa anche il maxiemendamento. 

Cosa prevedeva originariamente l’emendamento sulle accise e le sigarette elettroniche?

Ecco un passaggio dell’emendamento originale (fonte Senato) a firma dei senatori leghisti:

“Il comma 11 modifica l’articolo 39-terdecies, comma 3, del decreto legislativo 504 del 1995 che prevede per tabacchi da inalazione senza combustione (prodotti del tabacco non da fumo che possono essere consumati senza processo di combustione) una riduzione dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette dal 50 per cento al 25 per cento”.

Casaleggio-Philip Morris, l’accusa di Giorgia Meloni a M5s

Questo scrive in questi giorni Giorgia Meloni su Facebook: “Dalla Philip Morris più di 2 milioni di euro di “consulenze” alla Casaleggio associati, casa madre del M5S. E poi, “casualmente” i grillini al governo tagliano radicalmente le tasse sulle sigarette elettroniche (prodotte in gran parte dalla Philip Morris).

Tutto normale? Bè se Casaleggio junior e i suoi collaboratori sono esperti di chiara fama nel campo del tabacco e della tecnologia connessa alla combustione, tanto da poter ottenere parcelle da così elevate, allora non c’è nulla di male. Al momento nessuno ha mai saputo di questa specifica competenza e preparazione da parte della Casaleggio associati e allora viene il sospetto che quegli importi siano un modo per oliare gli ingranaggi di chi ha un chiaro e diretto collegamento con il M5S, partito di maggioranza e di governo.

Fosse successo a un qualsiasi partito di destra una cosa del genere sarebbero già fioccati avvisi di garanzia, arresti, perquisizioni e sarebbe partita la solita grancassa dei media di regime. Ma forse quella strana immunità di cui storicamente gode la sinistra al governo si estende anche ai partiti che governo insieme alla sinistra”.

E, per non farsi mancare niente, condivide su Facebook anche un servizio delle Iene sull’argomento.

L’indagine della Procura di Milano

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo sulle consulenze, per un totale di circa 2 milioni e 400mila euro, che la Casaleggio Associati ha ottenuto dal 2017 in poi dalla Philip Morris. Si tratta di un modello 45, e quindi al momento senza ipotesi di reato né indagati.

“Non ho mai richiesto nulla per i clienti di Casaleggio Associati, a eletti o governanti del MoVimento 5 Stelle, mantenendo sempre una distinzione netta tra le due realtà”, ha spiegato due giorni fa Davide Casaleggio. Aggiungendo che “Casaleggio Associati non si occupa di politica e dal 2016 gli sviluppi tecnologici a supporto del blog e del MoVimento 5 Stelle sono a cura e in gestione dell’Associazione Rousseau, un’associazione senza scopo di lucro con personale e sede distinti”. (Fonti: Senato, Ansa)