Casalino e Grasso col Coronavirus: Conte e Mattarella senza portavoce per un po’

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2020 8:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2020 8:15
Augusto Minzolini: "Giuseppe Conte chiama Casalino... Roccobello"

Augusto Minzolini: “Giuseppe Conte chiama Casalino… Roccobello” (foto Ansa)

Rocco Casalino e Giovanni Grasso positivi al Coronavirus: sono i portavoce rispettivamente di Conte e Mattarella.

Il Coronavirus entra nel cuore delle istituzioni. Dopo i ripetuti contagi tra deputati e senatori, il covid arriva a Palazzo Chigi e Quirinale. Positivi al Coronavirus Giovanni Grasso (portavoce di Mattarella) e Rocco Casalino (portavoce di Conte).

Stanno bene entrambi e nessuno dei due sembra aver avuto contatti diretti con i rispettivi ‘capi’, Sergio Mattarella e Giuseppe Conte, da diversi giorni.

Non è la prima volta che giunge la notizia che degli stretti collaboratori del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio siano risultati positivi al virus. Che è già circolato nei due palazzi mietendo altre vittime tra scorte, cuochi e alti dirigenti.

Casalino e Grasso col Coronavirus: come stanno

Casalino si è messo in autoisolamento fiduciario a seguito della riscontrata positività del suo compagno e convivente Josè Carlos, lunedì scorso: è la prima notizia della giornata anticipata dal sito Tpi. I tamponi effettuati lunedì e martedì erano risultati negativi. Poi la conferma dal diretto interessato: “Ho scoperto sabato sera, dopo il sopraggiungere di sintomi lievi, di essere positivo al Covid 19. L’ultima volta che ho lavorato in Presidenza del consiglio è stato martedì, adottando come sempre tutte le misure di sicurezza (mascherine e distanza). In ogni caso ancora mercoledì risultavo negativo al tampone”.

Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica, ha annunciato di avere il covid sintomatico, chiarendo che venerdì sera aveva la febbre alta. E che sabato ha fatto il tampone e domenica mattina ha avuto il responso: “positivo”.

Poi la rassicurazione e una raccomandazione: “Da domenica mattina non ho febbre e sto discretamente bene… Tengo sotto controllo la saturazione dell’ossigeno e i valori sono assolutamente nella norma. Mercoledì pomeriggio avevo fatto il tampone ed ero risultato negativo. Per fortuna giovedì e venerdì (giorni in cui ero potenzialmente infettivo) non ho avuto contatti diretti con il Presidente. Ora sono in isolamento a casa. Mio figlio e mia moglie sono negativi. Al Quirinale sono già partite le previste procedure di sanificazione e controllo. Incrociamo le dita e occhio al virus: è veramente infido!”.

I precedenti nel mondo della politica

Questi due casi sono solo l’appendice di una lunga serie di annunci di positività in Parlamento ma anche nel governo, nei ministeri. Basti pensare all’annuncio choc del sottosegretario alla Salute Piergiorgio Sileri di qualche mese fa, quando il “corona” era quasi un illustre sconosciuto in Italia, e di quello della scorsa settimana di Francesco Boccia.

Annunci a ripetizione che hanno portato a norme sempre più stringenti per gli inquilini dei palazzi istituzionali: dai termoscanner per misurare la temperatura agli ingressi al cosiddetto “distanziamento sociale”, con guanti e mascherine. Misure indispensabili ma, a quanto pare, non decisive per il contenimento del covid, tanto che cifre ufficiose nell’ultima settimana parlavano di 60 deputati in isolamento fiduciario.

Un dato che ha fatto saltare le procedure per il voto dei provvedimenti in Aula, prima con la mancanza del numero legale dei parlamentari presenti (indispensabile per avviare i lavori), poi creando una forte tensione nel governo in alcuni passaggi che richiedevano il sì a maggioranza assoluta, quota 161 al Senato e 316 alla Camera. Una situazione che ha aperto un ampio dibattito sul voto a distanza, con la contrarietà assoluta delle opposizioni. (Fonte Ansa)