CasaPound: noi alleati di un governo Salvini. Salvini: parliamone dopo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2018 10:17 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018 10:17
Matteo Salvini (foto Ansa)

Matteo Salvini (foto Ansa)

ROMA – CasaPound: noi alleati di un governo Salvini. Lo ha detto chiaro e tondo il candidato premier di CasaPound che risponde al nome di Di Stefano. Ha detto che se il presidente del Consiglio fosse domani Salvini e quindi fosse chiaro e sicuro che il governo punta contro euro ed Europa ed immigrati vari, CasaPound ci sta, eccome se ci sta. E quel governo CasaPound lo voterebbe nelle piazze, sui blog, nelle manifestazioni. E in Parlamento, se CasaPound ci arriva.

Parole così chiare e nette da indurre forse qualche potenziale elettore di CasaPound a saltare un passaggio e a votare direttamente il 4 marzo Salvini e la sua Lega. CasaPound in Parlamento è difficile che ci arriva (tre per cento è dura), perché allora non un voto utile?

Utile come? Quale aggettivo o specificazione politica si aggiunge nella testa di un elettore di CasaPound quando pensa a voto utile? Voto utile di destra? Fuochino, appena fuochino. Voto utile sovranista? Quasi fuoco ma non proprio. Voto utile fascista? Fuoco, fuoco preciso. CasaPound non disdegna e non nasconde la sua radice ed essenza neo fascista.

Comunque CasaPound fa e comunica liberamente la sua scelta politica e la sua preferenza e la sua strategia qualora arrivasse in Parlamento. E che scelta e preferenza puntino su Matteo Salvini non è quasi una notizia, piuttosto è un ovvio e conseguenziale aspetto della realtà delle cose.

La notizia politica è altra. Come ha risposto Salvini al complimento, all’apertura, all’incoraggiamento di CasaPound e cioè dell’esplicito e organizzato neo fascismo italiano? Ha risposto letteralmente con un: “Dopo il 5 marzo incontrerò tutti”. Che in politichese ma anche in italiano terra terra vuol dire: parliamone dopo.

Quindi Salvini non esclude, magari dopo. Prima votare, magari qualche voto utile da CasaPound a Salvini. Poi, fosse incaricato di formare un governo, Salvini premier parlerebbe “con tutti”, anche con CasaPound. E se CasaPound avesse i voti, magari Salvini li prenderebbe pure. In fondo a ben guardare neanche questa è una notizia. Solo una conferma.