CasaPound e Forza Nuova, bloccati gli account Facebook e Instagram. “Diffondono odio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2019 17:43 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2019 23:09
Bloccati account di CasaPound

(Foto Ansa)

ROMA  –   Gli account Instagram e Facebook di CasaPound e di Forza Nuova sono stati bloccati. Dal primo pomeriggio i profili ufficiali dei movimenti di estrema destra non sono più raggiungibili, così come quelli di numerosi responsabili nazionali, locali e provinciali, compresi quelli degli eletti in alcune città italiane. Restano, invece, consultabili i profili su Twitter. 

“Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”, ha spiegato all’Ansa un portavoce di Facebook. “Abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose, che vieta a coloro che sono impegnati nell”odio organizzato’ di utilizzare i nostri servizi”, continua il portavoce di Facebook. La definizione delle persone e delle organizzazioni pericolose, si apprende dal social, avviene sulla base di un ampio processo e vengono presi in considerazione un’ampia serie di segnali. 

Dura la reazione da parte di CasaPound: “Si tratta di un attacco senza precedenti. Siamo schifati”, il commento del presidente del movimento, Gianluca Iannone. “Stanno chiudendo tutti i profili, provinciali, regionali, nazionali e quelli ufficiali, sia del movimento che del blocco studentesco – spiega Iannone -. Stanno arrivando le notifiche a tutti, anche ai responsabili del Primato Nazionale (il quotidiano del movimento, ndr). Una situazione che rispecchia la situazione attuale del governo della poltrona. Intenteremo una class action urgente contro un atto di una prevaricazione vergognosa”.

Critico anche Simone Di Stefano, segretario di CasaPound: “Facebook ha chiuso la mia pagina, 140.000 iscritti. E quella di CasaPound, 250.000. Ha chiuso le pagine dei nostri consiglieri comunali democraticamente eletti. Un abuso, commesso da una multinazionale privata in spregio alla legge italiana. Uno sputo in faccia alla democrazia”.

Fonte: ansa