CasaPound, Raggi e Digos alla sede di via Napoleone III: ordine di rimuovere la scritta

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2019 11:49 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2019 12:58
CasaPound, Raggi e Digos alla sede di via Napoleone III: ordine di rimuovere la scritta

La scritta sul palazzo occupato di via Napoleone III a Roma. Raggi e Digos notificano a CasaPound ordine di rimuoverla

ROMA – Via la scritta CasaPound dal palazzo occupato di via Napoleone III a Roma. Lo hanno ordinato gli agenti della Digos che insieme alla sindaca di Roma Virginia Raggi si sono recati alla sede del movimento di estrema destra per notificare il provvedimento che impone la rimozione dell’insegna.

Secondo quanto si è appreso, nell’atto di notifica viene stabilito un termine temporale e viene sottolineato che la scritta che campeggia all’entrata è stata apposta abusivamente sullo stabile. Intanto dalla pagina Facebook di CasaPound, è partita la protesta, con una diretta video del blitz della sindaca: “Cosa fa il Sindaco di Roma la mattina? Sarà in ufficio a preoccuparsi di trasporti, immondizia, campi nomadi, immigrazione, sbandati che vivono in strada in pieno centro? No eccola qui, in diretta sotto CasaPound, la sua ossessione”. “Ripristiniamo la legalità”, ha scritto invece lei su Twitter.

Il palazzo, uno storico immobile pubblico all’Esquilino occupato abusivamente dal 2003 e trasformato in avamposto del movimento, è al centro di uno scontro politico.

L’occupazione per oltre 15 anni del palazzo è costata alle casse dello Stato 4 milioni e 600 mila euro, secondo i calcoli della Corte dei Conti di Roma. Dopo l’adozione, da parte del prefetto di Roma, del programma degli sgomberi per le occupazioni nella Capitale, qualcosa ha iniziato a muoversi.

Lo scorso 19 luglio, il Demanio avrebbe avviato l’iter. È stata presentata il 21 marzo 2019 una denuncia alla Procura e, al contempo, sono stati prodotti gli atti propedeutici allo sgombero: il recupero degli importi dovuti e il documento che attesta l’occupazione arbitraria dell’immobile.

Sull’occupazione pesa inoltre una denuncia dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) ora al vaglio del procuratore aggiunto Francesco Caporale, che ha aperto un fascicolo per i reati di occupazione abusiva e “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosi” e che starebbe valutando la richiesta di sequestro preventivo. 

(Fonte: Ansa)

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev