Casapound tifa Salvini premier. Lui si smarca: “Non mi servono voti di altri”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 27 febbraio 2018 9:50 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018 9:51
Casapound tifa Salvini premier. Lui si smarca: "Non mi servono voti di altri"

Casapound tifa Salvini premier. Lui si smarca: “Non mi servono voti di altri”

ROMA – “Non ho bisogno dei voti di altri né mi interessano”. Così Matteo Salvini risponde al sostegno annunciato lunedì da Simone Di Stefano, leader di Casapound, ad un eventuale governo dopo il voto del 4 marzo che veda alla guida di Palazzo Chigi Matteo Salvini e al Ministero dell’Economia, l’economista anti euro Alberto Bagnai.

Un endorsement che, se avallato, sposterebbe ancora più a destra il baricentro della coalizione. Ma Salvini declina cortesemente: “La gente mi chiede chiarezza – replica ai microfoni di Rtl 102.5 – Ringrazio ma non mi servono i voti di altri, ma per la Lega e il centrodestra, altrimenti minestroni non ne faccio”.

Ventiquattro ore prima però il leader della Lega aveva fatto sapere che, dando per scontata la sua vittoria, “dopo il 5 marzo è disposto ad incontrare tutti”. Ma il tifo di Casapound per Salvini premier ha messo in serio imbarazzo Silvio Berlusconi che ha sempre visto nei moderati il perno della coalizione e che proprio con Bruxelles si è fatto garante del fatto che un governo di centrodestra anche con il Carroccio non ha nulla a che vedere con posizione estremiste e populiste.

Così il giorno dopo l’exploit di Casapound e a pochi giorni dal voto, il segretario del Carroccio corregge il tiro. Non senza fantasticare su un governo Salvini, “il primo ad avere un Ministero per i disabili, che oggi dipendono da sette ministeri. Va anche portata almeno alla pensione minima l’invalidità civile”, spiega a Rtl 102.5 aggiungendo che un eventuale esecutivo a sua guida avrà anche un Ministero del Turismo: “E’ folle che non ci sia”. I nomi della squadra “li ho chiari in testa ma non faccio nomi a vanvera, ne parliamo il 5 marzo”.

E se il Movimento 5 Stelle proponesse un contratto di programma, Salvini firmerebbe? “Nel programma del centrodestra al primo posto c’è la sicurezza e una legge sulla legittima difesa, una migrazione controllata e su questo i 5 Stelle la pensano diversamente come su fisco, tasse e sviluppo. Io parlo con tutti però al governo non porto persone che non la pensano come me”, chiosa senza indugi.

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