Cascina, sindaco Susanna Ceccardi (Lega): “Medici calabresi pagati meno? Giusto, sono meno bravi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2017 11:15 | Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2017 11:15
susanna -ceccardi

Cascina, sindaco Susanna Ceccardi (Lega): “Medici calabresi pagati meno? Giusto, sono meno bravi”

ROMA – Pagare meno i medici calabresi perché meno bravi. Questa la tesi di Susanna Ceccardi, sindaco leghista di Cascina, che è intervenuta al programma televisivo Agorà su Rai 3. La Ceccardi ha parlato dei casi di malasanità in Calabria e ha accusato i medici di fornire un servizio scadente, scatenando le reazioni in studio. Al sociologo Domenico De Masi, che parlava di cattiva organizzazione complessiva, ma il sindaco leghista risponde deciso: “Anche dai medici che lasciano i bisturi negli stomaci”.

Il Fatto quotidiano riporta lo scambio di battute andato avanti tra il sindaco del comune di Cascina, in provincia di Pisa, e gli altri ospiti presenti in studio nella trasmissione Agorà. La Ceccardi sostiene che i medici calabresi vanno pagati meno di quelli dell’Emilia Romagna poiché meno bravi, dati i casi di malasanità frequenti nella regione meridionale, scatenando le reazioni in studio:

“Ma la prima cittadina leghista insiste: “Se i medici fanno bene il loro lavoro, devono essere pagati di più ma questo è normale come dovrebbe essere in tutte le sanità”. De Masi prova ancora a capire: “A parità di lavoro, i calabresi dovrebbero essere pagati di meno?”. La Ceccardi risponde: “Sto parlando di qualità: scusi ma i casi di malasanità li ha presenti in Calabria?”. Il sociologo tenta di spiegare che la qualità della sanità non dipende dal singolo lavoratore, ma dall’organizzazione complessiva. Ma la Ceccardi non ci sente: “Eh però dipenderà anche dai medici che lasciano i bisturi negli stomaci”. Contestare questa tesi, per la sindaca, è “fare i buonisti” (“ma lei non capisce niente di organizzazione”, ribatte De Masi). “a volte dipende anche dal singolo lavoratore, perché ci sono magari medici molto bravi che devono essere pagati di più. Bisogna premiare di più attraverso il metodo meritocratico”.

Bortone e De Masi ci provano una volta per tutte: “Secondo lei è giusto pagare meno un medico calabrese che magari fa lo stesso lavoro di uno di Milano?”. La Ceccardi torna sul punto: “No io non ce l’ho col medico calabrese. Ci sono tanti medici calabresi che lavorano in strutture di eccellenza magari in tutta Italia e in tutto il mondo che vengono pagati di più, ma la sanità calabrese non è proprio un’eccellenza in Italia, non veniamo a fare i buonisti”. “Infatti la sanità è così perché i più bravi se ne vanno” ragiona Puca. Alla fine la Ceccardi dice di essere stata fraintesa, rispiega cosa voleva dire. “In Calabria, anche per i casi di malasanità, ci sono medici meno bravi che in Emilia Romagna. Nella media, poi magari ci sono delle eccellenze”.