La mappa degli inquilini del “sistema Anemone”

Pubblicato il 24 maggio 2010 13:42 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2010 13:42

Diego Anemone

Dai generali della Guardia di Finanza ai vertici di Polizia, dai servizi segreti al presidente di Trenitalia, fino ai nomi di spicco del mondo della comunicazione. Sono loro a comparire nella lista dei personaggi coinvolti nel giro di abitazioni che ruotano intorno all’imprenditore Anemone, uomo cardine dell’inchiesta sugli appalti. A pubblicare l’elenco di nomi e cognomi è il Giornale di Vittorio Feltri, che non risparmia un lungo pezzo in prima pagina sotto il titolo “Tutte le case della cricca”.

Sono tanti e diversi però, i contatti di ognuno di questi personaggi con l’imprenditore Anemone, rapporti tra i quali è necessario saper distinguere: nell’elenco ci sono, infatti, le case comprate con gli assegni dell’architetto di Diego Anemone, Angelo Zampolini, quelle in cui hanno lavorato le squadre di operai alle dipendenze di Anemone e quelle legate alla congregazione di Propaganda Fide di cui Angelo Balducci era consultore, ma anche gli alloggi “istituzionali” messi in sicurezza dall’imprenditore romano. Non tutti nascondono misteri, dunque.

Sulla «lista Anemone», precisa lo stesso quotidiano “gli inquirenti sono ancora al lavoro. E molti di coloro che sono usciti allo scoperto, ammettendo di aver commissionato i lavori all’imprenditore da poco scarcerato, assicurano comunque di aver pagato tutto regolarmente, e di tasca propria”.

La mappa, compilata spulciando tra gli atti giudiziari dell’inchiesta sugli appalti di G8 e grandi eventi comincia dalla casa del dimissionario ministro Claudio Scajola, a Roma, a pochi metri dal Colosseo, comprata nel 2004 con l’aiuto di quei 900mila euro in assegni circolari emessi da Zampolini. Nel gruppo di case individuato dalla finanza per conto dei pm perugini inseguendo gli assegni firmati Zampolini c’è poi l’abitazione in via Merulana e in via Poliziano, del generale della finanza, distaccato all’Aisi, Francesco Pittorru.

Sempre nel centro di Roma, c’è poi la casa di Alberto Donati, genero del manager delle Infrastrutture Ercole Incalza, in via Emanuele Gianturco, non lontana da piazza del Popolo, comprato ancora grazie all’aiuto fornito dagli assegni circolari di Zampolini.

La mappa della famiglia Balducci. Una mappa a parte – spiega il quotidiano – è quella della famiglia Balducci: il figlio di Angelo, Filippo, ha un appartamento in via dei Cartari, in una traversa di Corso Vittorio Emanuele II. “Appena fuori dalle mura Aureliane la casa di residenza di Angelo Balducci, 23 vani in via delle Mura Latine, intestati alla moglie Rosanna. Ad Angelo sono intestate due case lì accanto, in via Latina, e una terza in via dei Colli della Farnesina. Filippo, oltre alla casa di via dei Cartari ha altri tre appartamenti. Quattro immobili anche l’altro figlio Lorenzo, di cui uno in via della Pigna attenzionato dagli inquirenti. A entrambi i coniugi sono intestati due immobili e una villa a Montepulciano (che emerge dalle intercettazioni perché la moglie richiede interventi di manutenzione ad Anemone), e Balducci possiede anche una casa a San Giorgio di Pesaro e una a Sappada, nelle Dolomiti”.

Tornando all’elenco, la società Fin Posillipo compare a Roma nella lista di Anemone con un immobile nella centralissima via della Scrofa.

Gli inquilini di Propaganda Fide. Nelle vicinanze, in vicolo della Campana, c’è poi la casa del professor Adalberto Thau, cugino della moglie di Balducci. Anche lui – sostiene il quotidiano – sarebbe “annotato” dall’imprenditore. Allo stesso portone c’è anche casa di Antonio Marano, vicedirettore generale della Rai e inquilino delle case di proprietà vaticana di Propaganda Fide.

In via della Conciliazione compaiono anche le case del commissario Agcom Giancarlo Innocenzi, protagonista delle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Trani e oggi all’attenzione del Tribunale dei Ministri nella quali Innocenzi veniva sollecitato dal Presidente del Consiglio a intervenire per bloccare una puntata di “Anno zero” sul caso Mills.

Sempre qui abita il presidente dell’Enac Vito Riggio, entrambi in affitto negli appartamenti di proprietà vaticana di Propaganda Fide, di cui Balducci è stato per anni consultore laico. Tra i consultori anche Francesco Silvano, ex manager Telecom vicino a Comunione e Liberazione, e Pasquale De Lise, oggi influente presidente del Consiglio di Stato. Per anni i tre hanno lavorato a fianco del cardinale Crescenzio Sepe, fino all’arrivo di Benedetto XVI, quando il cardinale va a Napoli e alla Congregazione arriva l’indiano Ivan Dias, ex arcivescovo di Bombay. Un ricambio fortemente voluto dal Papa, secondo quanto rivela il quotidiano La Repubblica.

In via del Governo Vecchio, in un’altra casa di Propaganda, il subcommissario per l’Abruzzo della Protezione Civile Luciano Marchetti, mentre il nuovo prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Rita Iurato, è nell’elenco di Anemone «per lavori di falegnameria». In via de’ Coronari, abitano il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il presidente di Trenitalia, Marco Zanichelli. Ancora in centro c’è il palazzetto dell’ex ministro Pietro Lunardi, in via dei Prefetti, acquistato sei anni fa proprio dalla congregazione religiosa. Lunardi ha poi detto di aver incaricato Anemone per dei lavori in una sua proprietà di Parma.

Lo stesso Balducci aveva avvicinato in passato il capo della polizia Antonio Manganelli per proporgli un appartamento in via dei Prefetti. Manganelli rifiutò e, come Gianni De Gennaro, prese casa a Parioli, in via Civinini. In entrambe le case ha lavorato l’impresa di Anemone, ma senza mai finire i lavori. Quegli appartamenti sono di proprietà dell’Enasarco, ente che nella capitale ha diversi appartamenti, anche di proprietà di molti vip.

Ai Parioli c’è una delle case di Guido Bertolaso, in via Bellotti Bon, dove sono comparsi gli operai di Anemone. Il capo della Protezione civile però è nell’elenco del costruttore a causa dell’appartamento di via Giulia, all’angolo con via del Polverone. In Corso Rinascimento aveva casa invece il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Qui ancora una volta fu la ditta Anemone a curare i lavori di messa in sicurezza. “Quando Mancino vendette l’immobile per trasferirsi nel quartiere Trieste-Salario – fa sapere il quotidiano – richiamò l’imprenditore, ma stavolta a sue spese”. Non lontano c’è via Ofanto, dove Anemone aveva annotato il generale della finanza, e vicedirettore dell’Aisi, Paolo Poletti.

I legami tra Anemone e le case portano inoltre a Claudio Rinaldi, ex commissario straordinario per i mondiali di nuoto del 2009 che avrebbe lavorato negli immobili di Rinaldi in via Appia, via Aosta e via Nazionale. La sede della Medea – società di Mauro Della Giovampaola – era invece in via XX Settembre.

Publio Fiori, ex sottosegretario, ora con Rutelli, nella sua casa di via Ruffini, a Prati, ha avuto gli operai di Anemone in casa, ma ha ricordato di aver «sempre pagato gli importi stabiliti mediante assegni e dietro presentazione di fattura». Andrea Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato è stato annotato accanto all’indirizzo via Sistina. Monorchio ha detto di non aver mai conosciuto Anemone, e che «i lavori di ristrutturazione li ha fatti il proprietario». In via Gregoriana, c’è poi la casa su tre livelli di Bruno Vespa, affittuario di Propaganda Fide. Stesso proprietario per la la giornalista del Tg5 Cesara Buonamici, che vive non lontano, in via della Vite.