Casini e Bersani trattano per la “grosse koalition”: governo di transizione

Pubblicato il 18 Novembre 2010 10:31 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 10:35

Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini

Mentre Silvio Berlusconi ha rilanciato che senza fiducia si va alle urne, Pier Ferdinando Casini e Pierluigi Bersani lavorano per quella che il leader Udc chiama “grosse koalition”, ricordando la positiva esperienza tedesca.

Il segretario del Pd vorrebbe aprire un percorso “per un governo di transizione o di responsabilità nazionale”. “In questo auspico che sia possibile un rapporto di vicinanza e di costruzione comune con l’Udc”.

Intanto Luciano Violante e Gianclaudio Bressa hanno preparato una bozza di riforma della legge elettorale proprio in questa ottica. Il testo, che prevede un sistema proporzionale, con le preferenze, a doppio turno, dovrebbe essere presentato presto.

Oltre a tentare la spallata già nel voto di sfiducia il 29 al ministro Bondi, sono al lavoro per impedire il voto anticipato perché attacca Pier Luigi Bersani, ”non siamo alla Costituzione di Arcore-via Bellerio”. L’unica via, per far fronte ai problemi italiani e alle fosche previsioni finanziarie europee, si chiama per Pd e Udc governo di transizione o di responsabilità nazionale, un esecutivo che, dice il leader Udc, riesca a ricalcare il virtuoso modello della ”grossa coalizione” in Germania.

A preoccupare Bersani e Casini è lo scenario internazionale perché, sostiene il leader centrista, ”dopo l’Irlanda, il Portogallo e la Grecia noi siamo il paese piu’ a rischio default”. Allarme condiviso da Bersani: ”Ci attendono mesi davvero difficili, perché la situazione economica internazionale non tende al sereno, il governo fa melina e punta a guadagnare una, due settimane per inventarsi qualcosa”. Su questo scenario internazionale le opposizioni tenteranno la carta del governo di responsabilità nazionale, magari chiamando una personalità super partes Mario Draghi. Perché, spiega il leader centrista, ”in condizioni normali il Pd e l’Udc sarebbero alternativi ma ora il paese ha problemi seri e se continuiamo a dividerci tra guelfi e ghibellini non riusciremo mai a fare riforme serie per paura del voto”. Più difficile, almeno per ora, nonostante il pressing nel Pd, che la ”grossa coalizione”, dal Pd a Fli, possa nascere in caso di elezioni anticipate ma in politica si procede per scenari successivi. ”Il 27 marzo? La maggioranza non decide tutto da sola… se vanno in crisi prendano su le gambe e vadano al Quirinale”, dice Bersani.