Casini l’ottimista: “Ma quale terzo polo? Saremo il primo”

Pubblicato il 13 Novembre 2010 - 16:43 OLTRE 6 MESI FA

Pierferdinando Casini

Ufficialmente è un convegno sui 150 anni dell’unità d’Italia. In realtà è l’occasione per fare il punto, prepararsi all’imminente caduta del governo Berlusconi, iniziare a tessere una strategia condivisa. Non a caso al convegno partecipano tre politici: il presidente della Camera Gianfranco Fini, il leader dell’Api Francesco Rutelli e il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. I tre che, secondo le previsioni di stampa e addetti ai lavori, in caso di ritorno alle urne dovrebbero costituire il “terzo polo”.

Terzi perché arrivati per ultimi e terzi perché, numeri alla mano, sono ancora dietro sia al Pdl in affanno, sia al Pd cronicamente debole. Eppure almeno Casini guarda più in alto e tra il serio e il faceto spiega ai giornalisti: ”Prove di terzo polo? Sarà il primo, non vorrete mica classificarci già al terzo posto”. Battuta o meno, Casini incassa subito il gradimento di Rutelli che aggiunge: “Primo polo? Sono d’accordissimo”.

Quanto al governo, il leader Udc rinnova la richiesta di dimissioni al premier: ”Berlusconi è chiamato a quel senso di responsabilità che lo deve portare, se c’è bisogno, a fare un passo indietro”. Se le dimissioni non dovessero arrivare, come probabile, Casini spiega che “una mozione di sfiducia ci sarà, anche se prima bisogna approvare la Finanziaria”.

“Quello della mozione di sfiducia – ha aggiunto il leader dell’Udc – è l’ultimo dei problemi. Il vero problema è ritrovare il senso di responsabilità comune per affrontare una questione gravissima, perché la maggioranza non c’è più e c’è la necessità di trovare una soluzione che non faccia soltanto galleggiare l’Italia”.

Secondo Casini infatti l’unico modo per uscire dall’attuale crisi consiste nel ritrovare ”senso di responsabilità, perché se tutti durante questa crisi guardano ai proprio interessi, e non a quelli generali, l’Italia va a rotoli”. Del resto, ha osservato il leader dell’Udc, ”tutte le forze sociali e le categorie dicono che è da irresponsabili andare alle elezioni. Ci vuole un po’ di buona volontà e mi auguro che per primo questo senso di responsabilità ce l’abbia – ha concluso – il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi”.