Casini: “Il bipolarismo può morire con questo governo”

Pubblicato il 28 Dicembre 2011 9:09 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2011 9:13

ROMA – ''Mi sembra il colmo che chi e' stato fino a ieri causa del problema oggi si proponga come la soluzione''. Cosi' il leader dell'Udc e del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini si riferisce all'ex premier Berlusconi in un'intervista a Repubblica in cui sottolinea l'esigenza, per la politica italiana, di ripensare se stessa e lo schema bipolare.

''Se il governo regge – afferma -, e deve reggere altrimenti l'Italia affonda, cambiera' la politica, verra' modificato un sistema tanto mitizzato, ma che non sta in piedi''. Lo hanno dimostrato, aggiunge, il governo Prodi, che ''non riusciva ad andare avanti e dopo solo due anni e' stato costretto a gettare la spugna'', e anche l'ultimo governo Berlusconi che, ''dopo le illusioni della campagna elettorale, ha vivacchiato, ha tirato a campare finche' non ha dovuto cedere il passo''.

''Silvio – prosegue Casini – ha sempre avuto una doppia personalita'. Una e' ragionevole, l'altra utilizza i peggiori istinti populistici. Devo dire che la doppiezza di oggi mi pare piu' comprensibile di quella del passato. Ha fatto un salto mortale non indifferente sostenendo il nuovo governo. Oggi cerca di alternare qualche momento di propaganda a ragionamenti seri: tutto abbastanza inevitabile''.

La politica deve ''riformare se stessa'', sottolinea il leader dell'Udc: ''i titoli sono sempre gli stessi da anni: riduzione del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo, una legge elettorale che apra alla concorrenza tra le forze politiche: parliamo tanto di liberalizzazioni, ma il mercato non vale solo per le farmacie o i taxi. Ci metto anche la giustizia''. Prove difficili attendono anche il governo Monti: ''le idee chiare ce l'ha – dice Casini a proposito del premier -. Certo, un conto e' scriverle in un saggio, un conto e' applicarle al governo. Occorre il rilancio degli investimenti, misure per la produttivita' e la crescita, una severa lotta all'evasione fiscale. Un'altra manovra no. Non la reggerebbe il Paese''.