Casini: “Politici nel governo Monti? Forse, ma non quelli già in carica”

Pubblicato il 14 Novembre 2011 10:38 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2011 11:56

Pierferdinando Casini (foto LaPresse)

ROMA – Il governo Monti sara’ ”con politici ma non con parlamentari in carica”. E’ questa la previsione del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, intervistato nel corso di ‘Mattino 5′. ”Mi sembra di capire che il Pdl e il Pd preferiscano un Esecutivo senza politici”, dice il leader centrista. A chi gli chiede un commento su Gianni Letta , Casini replica: ”Sono uno di quelli che piu’ lo stima. Ha dimostrato di essere anche in questa vicenda un grande servitore dello Stato”.

Il governo Monti nasce ”anzitutto per affrontare la crisi economica” e tutto il resto, legge elettorale compresa, ”viene dopo”. Ne e’ convinto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, intervistato a Mattino 5. ”Il tema economico – sottolinea – sara’ uno spartiacque per le forze politiche”, perche’ in base al modo con cui affronteremo questa crisi si determineranno schieramenti e possibili alleanze future”. Tra le priorita’ da affrontare secondo il leader centrista c’e’ il lavoro: ”Forse e’ possibile dare piu’ salari in cambio di maggiore produttivita’ e flessibilita”’.

A chi gli chiede se l’Udc sia d’accordo con l’ipotesi di introdurre una patrimoniale, Casini fa capire di non escludere l’ipotesi a patto che sia inserita all’interno di un quadro di riforme che garantiscano maggiore crescita. Oltre ai temi prettamente economici, comunque, Casini evidenza le altre questioni che si potrebbero affrontare: interventi sui ”costi della politica, a partire dall’abolizione delle province, la riduzione del numero dei parlamentari, delle circoscrizioni giudiziarie e il nodo del bicameralismo”.

Silvio Berlusconi ”e’ un uomo tenace” ma ”personalmente non credo possa avere un grande futuro politico”. Lo afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini intervistato a Mattino 5. Il leader centrista sottolinea come l’episodio del lancio di monetine ”forse sia stato enfatizzato” ma come comunque ”non gli sia piaciuto”. Sono scene, dice infatti Casini, che ”mi hanno fatto tristezza. L’avversario non e’ un nemico. Berlusconi si e’ dimesso, la partita e’ finita. Oggi – conclude – e’ un esponente che rappresenta tanti italiani e va rispettato”.