“Casini, patto con D’Alema per diventare premier”. La strategia centrista secondo Berlusconi

Pubblicato il 14 Dicembre 2010 0:03 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2010 0:52

”Mi risulta esserci un patto fra Casini e D’Alema ”per fare del leader Udc il nuovo Prodi”. Alla vigilia del voto di sfiducia al governo in Parlamento, Silvio Berlusconi ha lanciato una provocazione durante la cena con i deputati del Pdl.

Sarebbe questa, dunque, secondo Berlusconi, la motivazione della chiusura senza appello praticata da Casini nei confronti dell’attuale maggioranza. A nulla, infatti, sarebbero valse le proposte di incarichi governativi ai centristi per mantenere in vita l’esecutivo. L’Udc ha rifiutato qualunque tipo di “trattativa” e, secondo Berlusconi, a questo punto ci sarebbe di mezzo lo “zampino” dell’ex segretario dei Ds.

Berlusconi ha spiegato che in base a quest’accordo, i parlamentari siciliani centristi avrebbero deciso di lasciare il partito. “Quando sono andati da Casini – avrebbe raccontato il premier nel corso della cena – hanno capito che l’Udc non si sarebbe mai ricompattato con il centrodestra e inoltre Casini ad uno di loro, Saverio Romano, avrebbe poi detto: “A me interessa fare il leader di coalizione, tu scegli il ministero che più ti aggrada. Ecco perché alcuni parlamentari dell’Udc sono andati via, pensavano di andare verso il centrodestra mentre con Granata e Bocchino si spostavano a sinistra”.

Secondo il premier, il comportamento di Casini avrebbe indispettito persino le autorità vaticane, che avrebbero visto di buon occhio un ingresso dell’Udc nell’attuale maggioranza.

Berlusconi ha comunque ribadito che la sua intenzione è di andare avanti anche se dovesse incassare la fiducia con pochi voti di scarto. In questo caso governerebbe, come avviene in Canada, con un esecutivo di minoranza, con la speranza di convincere i moderati di Fli e Udc a sostenere il governo.

“Se ciò non fosse possibile – ha detto – dobbiamo prepararci meglio per una fantastica campagna elettorale, essendo convinti di vincere sia alla Camera sia al Senato”.