Caso Ablyazov. Berlusconi ha incontrato Nazarbaev? Prime dimissioni

Pubblicato il 16 Luglio 2013 13:55 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2013 15:25
Il giallo kazako: la polizia sapeva il cognome della Shalabayeva? Berlusconi incontrò Nazarbaev?

Il giallo kazako: la polizia sapeva il cognome della Shalabayeva? Berlusconi incontrò Nazarbaev?

ROMA  – Caso Ablyazov. Berlusconi ha incontrato Nazarbaev? Prime dimissioni. Il capo di Gabinetto di Alfano, Giuseppe Procaccini, si è dimesso. Cade dunque la prima testa nell’intricato giallo del blitz della polizia italiana per l’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov. Un punto fermo dovrebbe essere rappresentato dalla relazione che il capo della Polizia Alessandro Pansa ha recapitato al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Un nuovo documento prodotto dall’ambasciata kazaka alimenta però ulteriori dubbi sulla versione ufficiale: nella nota diplomatica trasmessa alla Questura di Roma, infatti, l’identità della donna è registrata con il cognome da sposata e non quello da nubile, Alya come da passaporto esibito ai poliziotti durante l’incursione notturna nella villa a Casal Palocco.

Il legale della Shalabayeva ritiene confermati gli elementi per cui le autorità italiane non potevano non sapere e anzi, i mancati controlli del caso autorizzano a credere che l’espulsione fosse premeditata. Nel frattempo sale la tensione politica, soprattutto per la posizione del vicepremier Alfano (più sfumata quella del ministro degli Esteri Bonino). Il Pdl fa quadrato attorno al suo segretario, legando la sua intangibilità alla stessa sopravvivenza del governo (Rotondi:  “Senza di lui il governo dura 10 minuti”). Le opposizioni, M5S e Sel, chiedono a gran voce le dimissioni di Alfano (hanno presentato due mozioni di sfiducia), l’Europa esige delucidazioni, il caso rischia di spaccare la stessa maggioranza (Il Fatto e Il Foglio sembrano concordare quando immaginano un disegno che a partire dall’affondamento di Alfano mira a smontare le larghe intese).

Fin qui le fibrillazioni romane. In Costa Smeralda, invece, dalle parti frequentate da Silvio Berlusconi, un altro capitolo del giallo: la presenza del capo di Stato kazako Nursultan Nazarbaev nella villa di un noto commercialista, Ezio Maria Simonelli, in concomitanza con una presunta visita di Berlusconi stesso che, secondo molte voci raccolte in loco, dopo l’atterraggio in elicottero si sarebbe fermato a una piccola festa nella grande villa che si affaccia sul promontorio di Punta Aldia. Da Palazzo Grazioli è giunta una secca smentita., il Corriere della Sera usa la formula dubitativa.

Il pomeriggio del giorno 6 nella villa che ospita Nazarbaev c’è una festa, discreta. Poche decine di invitati, compreso «il personaggio molto importante». Un elicottero di colore chiaro prende terra nel parco della villa e chi appare? «Era proprio lui, Berlusconi». Fra gli uomini di sicurezza e i pochissimi non kazaki presenti alla festa, c’è chi non tiene il segreto e qualche giorno dopo nel porticciolo di Punta Aldia e nei bar della vicina San Teodoro si straparla del «vertice». Con abbondanza di particolari: aveva il solito maglione blu, saluti rapidi e di cortesia, non ha partecipato alla festa, si è appartato con l’amico Nursultan per meno di un’ora e poi è andato via. (Alberto Pinna, Corriere della Sera).

Anche il commercialista minimizza la conoscenza con Berlusconi e smentisce incontri segreti. Assicura che il tramite con il leader kazako era una agenzia immobiliare di San Teodoro. Intervistato da tutti i giornali, dopo che la Nuova Sardegna aveva diffuso la notizia dell’incontro, Simonelli ridimensiona tutto l’accaduto.

«Non c’è stato alcun elicottero, le assicuro: non avrebbe avuto neppure lo spazio per atterrare. E tanto meno una visita del Cavaliere, con cui non ho tutta la confidenza che mi attribuiscono. Certo, sarei grato a Berlusconi della sua amicizia, ma non mi ha chiesto affatto di ospitare il presidente kazako a Punta Aldia (qualche chilometro sulla costa a sud di Olbia, ndr)».