Caso Cosentino: pentito accusa Bocchino, Coronella e Landolfi

Pubblicato il 11 Novembre 2009 8:43 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2009 8:43

Italo Bocchino

L’inchiesta che ha portato alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino muove dalle accuse di sei collaboratori di giustizia. E adesso rischia di coinvolgere anche altri personaggi della politica campana come il vicecapogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino, il senatore Gennaro Coronella e Mario Landolfi.

L’accusa della procura di Napoli nei confronti di Cosentino è di quelle pesanti: per gli investigatori il sottosegretario «con­tribuiva, sin dagli anni Novanta, a raffor­zare vertici e attività dei gruppi camorri­sti Bidognetti e Schiavone, dai quali rice­veva puntuale sostegno elettorale».

Centrale, nell’impianto accusatorio, è il ruolo di Gateano Vassallo, imprenditore legato, come da lui stesso ammesso, al clan Bidognetti. Vassallo è stato il primo, già ad aprile 2008, a fare il nome di Cosentino. E, in un interrogatorio riferisce di incontri tra il sottosegretario e Sergio Orsi, l’imprenditore che defi­niva Cosentino «mio padrone», e che con il fratello Michele gestiva l’Eco4.

Proprio la società di gestione dei rifiuti del casertano è uno dei centri nodali dell’inchiesta: per il Gip, infatti, l’Eco4 è «pura espressione della criminalità organizzata».

Vassallo, parlando agli investigatori, chiama in causa agli altri  politici.  L’imprenditore riporta una confidenza di Raffaele Bidognetti secondo cui  Bocchino, Cosentino,  Coronella e Lan­dolfi facevano parte del «nostro tessuto camorristico».

Parole che hanno indignato i diretti interessati. Il più soft è proprio il vicecapogruppo Pdl alla Camera: «Quella citazione del mio nome è un fatto incidentale. Credo sia solo per­ché sono tra i quattro politici eletti lì. Ma io nemmeno vivo sul territo­rio come gli altri. Sto a Roma. Non ho mai conosciuto questa gente, mai frequentati, mai chiesto un’assunzio­ne al consorzio di bonifica».

Linea di contrattacco pesante, invece, per gli altri politici tirati in ballo: Coronella si dice «sdegnato e incredulo». «Come si fa – aggiunge il senatore – ha dar credito ad un losco figuro che non ho mai conosciuto?».

Ancora più irritato Landolfi che sentenzia: Vassallo è un cocai­nomane. Lo ha detto lui stesso. E non ha mai avuto l’onore di guardar­mi in faccia».